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Wall Street Journal: la calvizie ci costa 2 miliardi di dollari l’anno

La calvizie pesa sulla sanità mondiale in proporzioni inaudite. Parole del Wall Street Journal che in un servizio a firma di Shirley S. Wang riporta i dati dell’International Society of Hair Restoration Surgery.

Non ci sono dati specifici sull’Italia, ma con l’arrivo dell‘autunno il diffuso aumento della caduta di capelli riporta l’attenzione su problemi, quali la calvizie o l’alopecia appunto che, ben più gravi del fisiologico “ricambio stagionale”, affliggono un numero sempre più alto di uomini italiani. Il quotidiano Usa suggerisce la prevenzione come una delle migliori soluzioni per contenere la spesa e prevenire il danno. E indica nel test del DNA, già abbastanza diffuso all’estero ed importato in Italia a scopi terapeutici da LaClinique, come uno dei canali più efficaci per prevenire il fenomeno.

La calvizie, insomma, altro non è che una sfortunata “eredità” genetica ed in quanto tale, in barba a shampoo e lozioni ‘magiche’, va prevenuta prima ancora di essere curata. La conferma arriva proprio dai ricercatori de  LaClinique, che ha attivato dal 2006 un gruppo di monitoraggio per individuare terapie, trattamenti e cause della caduta dei capelli, i cui risultati evidenziano l’urgenza del disturbo: in mancanza di adeguato trattamento, infatti, è il 100% dei soggetti afflitti da quest’imbarazzante patologia a peggiorare notevolmente, arrivando a toccare una caduta media di 2700 capelli in un quinquennio, corrispondente ad una percentuale di “chioma” persa che varia dal 25% al 50%. Cifre decisamente consistenti, tali da condannare alla calvizie totale ben il 30% degli uomini in 5 anni. Anche la richiesta di trattamenti, d’altra parte, evidenzia le preoccupazioni per la salute del proprio cuoio capelluto degli uomini: ogni anno – rivela il Wall Street Journal riportando i dati dell’International Society of Hair Restoration Surgery – viene spesa l’enorme cifra di circa 2 miliardi di dollari nel mondo per interventi contro la perdita dei capelli

(http://online.wsj.com/article/SB10000872396390443921504577643442954317340.html?mod=e2tw)

Cosa fare, quindi, per combattere l’annoso disturbo? La colpa della “pelata” precoce – spiegano i ricercatori che per primi ne hanno scoperto la natura congenita – è tutta di un gene che si trova sul cromosoma X, quello, cioè, che ogni maschio eredita dalla madre e che è responsabile della maggiore o minore predisposizione dell’individuo alla caduta dei capelli. Un patrimonio genetico, quindi, diagnosticabile solo attraverso uno screening DNA Hair, un’analisi specifica che consenta di intervenire preventivamente e contrastare la perdita dei capelli prima che sia troppo tardi.

Sulla base di questo rivoluzionario approccio alla cura della calvizie nasce la divisione specializzata LaClinique Hair Loss Treatment, che, introduce lo screening DNAHair. Basta un campione salivale prelevato attraverso specifico tampone per avere, letteralmente, un dettagliato “referto del capello” elaborato in laboratorio, sulla base del quale tarare le procedure, che possono essere: programmi di trattamento correttivi e stimolanti, modulati e personalizzati a livello individuale e, soprattutto, minimally invasive, oppure il laser freddo HairMAX, brevettato e FDA cleared, per il trattamento della caduta dei capelli, nella comodità di casa; terapie mediche di scalprolling ambulatoriali, di stimolazione e bio-induzione, che riattivano i follicoli piliferi del cuoio capelluto; infine terapie mediche di contrasto e di rigenerazione follicolare, basate sul dosaggio di PRP, fattori di crescita ed attivatori delle cellule staminali dormienti del follicolo pilifero.

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