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‘Vogliamo fiale, non soldi’

Bruxelles, 11 mag. (AdnKronos Salute) – Nell’ambito del ricorso d’urgenza presentato dalla Commissione Europea in Belgio contro AstraZeneca per il mancato rispetto dell’accordo di acquisto anticipato del vaccino anti-Covid Vaxzevria* “abbiamo chiesto che venga ordinato alla compagnia di consegnare altri 90 mln di dosi, oltre ai 30 mln consegnati nel primo trimestre”. Lo spiega il portavoce della Commissione per la Salute Stefan de Keersmaecker, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

“Non vogliamo trasformare la sala stampa in un tribunale – dice de Keersmaecker – questi procedimenti sono pubblici e possono essere seguiti. Noi insistiamo sulla consegna di un numero sufficiente di dosi: crediamo che la compagnia non abbia rispettato le condizioni e gli obblighi previsti nel contratto, cosa che costituisce una violazione che chiediamo alla corte di riconoscere come tale”. “Ma, ancora una volta – prosegue il portavoce – noi riteniamo che il contratto sia stato violato e ci aspettiamo che la compagnia rispetti le condizioni contrattuali. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: vogliamo che AstraZeneca consegni le dosi cui crediamo di avere diritto sulla base dell’accordo di acquisto anticipato”.

Le vaccinazioni, continua de Keersmaecker, “sono in corso e gli Stati membri hanno bisogno dei vaccini. Questo è lo scopo delle nostre azioni, che sono tradotte in due specifici procedimenti giuridici”, il primo dei quali è una causa “per avere un’ingiunzione di emergenza. Nel contesto di questo procedimento, chiediamo al giudice l’urgenza della situazione, il fatto che è importante avere i vaccini velocemente”.

Nel contesto di questa procedura, prosegue il portavoce, la Commissione chiede al Tribunale di “riconoscere questa urgenza e di far sì che noi riceviamo i vaccini. La seconda procedura ha lo stesso obiettivo: anche questa vuole assicurare che riceviamo le dosi cui abbiamo diritto, ma è un procedura che giudica nel merito, in cui l’obiettivo è appurare se c’è stata una violazione dell’accordo di acquisto anticipato” oppure no.

“Noi crediamo – dice ancora – che AstraZeneca non abbia rispettato le condizioni del contratto. Non siamo qui per chiedere risarcimenti finanziari, ma per avere le dosi. E per farlo abbiamo chiesto al giudice di imporre la consegna delle dosi: e questo può accadere anche irrogando una sanzione, l’obiettivo della quale è assicurare che le dosi siano consegnate. Ma l’obiettivo non sono i soldi o lanciare un’azione punitiva, bensì ottenere le dosi, che è l’obiettivo fin dall’inizio”.

Nella procedura d’urgenza, continua de Keersmaecker, “chiediamo la consegna di questi 90 mln di dosi che avrebbero dovuto essere consegnate entro la fine del primo trimestre, periodo in cui abbiamo ricevuto solo 30 mln di dosi, quando avremmo dovuto riceverne 120 mln. Ma pensiamo che la società non abbia rispettato i termini del contratto e per questo chiediamo questa consegna”. La causa di merito “prende più tempo” e mira ad appurare se ci sia stata una violazione del contratto di preacquisto. “Non abbiamo tutto questo tempo: vogliamo che le dosi vengano consegnate e questo è l’obiettivo della procedura d’urgenza”, conclude il portavoce.

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