Adnkronos Salute e Benessere

Virologo Pregliasco, ‘un rischio può esserci fino a 2 file davanti e 2 dietro’

Milano, 14 mag. (Adnkronos Salute) – “Dal punto di vista sanitario, il distanziamento fisico è un elemento fondamentale per ridurre e abbattere il rischio di contagio” da Covid-19. Un ‘mantra scientifico’ che vale sempre e ovunque, anche in aereo. E se a bordo dei velivoli non sarà possibile distanziare i passeggeri oltre la ‘gittata droplet’, ossia 1 metro o meglio 2, allora “dovrà essere tassativo da parte di tutti l’utilizzo delle mascherine chirurgiche”. Perché “gli impianti di aerazione non risolvono”. Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’università di Parma e all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, commenta così all’Adnkronos Salute le linee guida della Commissione europea per la ripartenza del turismo e degli spostamenti, in vista della prima estate in compagnia del nuovo coronavirus.

Dopo una discussione con “gli stakeholders”, con l’industria del settore e gli Stati membri, ha spiegato infatti la commissaria ai Trasporti Adina Valean, il braccio esecutivo dell’Ue ha deciso di “non” raccomandare alle compagnie aeree di lasciare sedili vuoti tra un viaggiatore e l’altro, perché a bordo l’aria è “filtrata” e il flusso è “verticale”. L’idea, ha aggiunto, è di limitarsi a “raccomandare” l’uso di “mascherine e materiale protettivo, anche per gli equipaggi”.

Signorelli è realista e consapevole che “tutta la fase 2 di questa emergenza vede i medici in seconda linea: dicono le cose, ma poi si scontrano con comprensibili necessità anche economiche”. Le considerazioni sanitarie vanno quindi mediate con quelle di altra natura, e “siamo tutti consci” che trasformare gli aerei in ‘scacchiere’ con postazioni occupabili e altre off-limits potrebbe “mettere a terra un settore”. Però “dobbiamo anche garantire la sicurezza dei passeggeri”, ammonisce il docente. Non solo: “Oltre alla sicurezza – osserva l’esperto – dobbiamo garantire la percezione di sicurezza, altrimenti rischiamo che le persone sugli aerei non ci salgano proprio”.

“Nei viaggi aerei, è notorio, si sta stretti – ragiona Signorelli – Sia sul velivolo, sia prima di salire a bordo e una volta scesi, durante le operazioni di check-in, controlli sicurezza, imbarchi, sbarchi e ritiro bagagli. Credo che tutti i passaggi esterni potranno essere gestiti con distanziamenti programmati, pur rallentando un po’ le operazioni. Questo si potrà fare e si dovrà fare”, almeno “i primi tempi. Idealmente anche dentro l’aereo dobbiamo mantenere il distanziamento – ribadisce l’iginiesta – ma se non è possibile, dovrà essere tassativo l’utilizzo da parte di tutti di mascherine che abbattono il rischio” infettivo.

Un pericolo che “la questione dei flussi d’aria non risolve in tutte le occasioni. L’impianto di aerazione verticale non riduce a zero i rischi – precisa lo specialista – perché stando molto stretti, la tosse o uno starnuto possono comunque rappresentare un veicolo di contagio tra estranei: le goccioline”, in altre parole, “possono comunque infettare il vicino a 50 centimetri”. Fra l’altro, nota Signorelli, “non sono certo che l’aerazione funzioni anche a velivolo fermo. Se però c’è la mascherina, ovviamente il tutto è abbattuto”, ripete l’esperto tranquillizzando anche chi le ‘chirurgiche’ poco le tollera: “Non c’è stato ancora il tempo di testarle, ma probabilmente possono andar bene anche le mascherine in tessuto a doppio strato”, certo più sopportabili sulle lunghe percorrenze.

Prospetta trasvolate in mascherina anche il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco. Pur non conoscendo ancora perfettamente il nemico Covid-19, ricorda all’Adnkronos Salute, “abbiamo già indicazioni che si riferiscono all’influenza e ad altre infezioni respiratorie, e suggeriscono che il sistema di aerazione degli aerei, segmentato, a file distinte, evidenzia rischi limitati dal punto di vista della diffusione del contagio, anche se si tratta di un luogo chiuso in cui si trascorre un tempo prolungato. Tuttavia altre indicazioni ci dicono che un certo rischio c’è nelle due file davanti e nelle due dietro. Certo – conclude – la situazione è diversa se ti metti i guanti e se ti metti la mascherina”, sempre ammesso di trovarla.

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