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Vaccini: Ordine biologi, non sosteniamo nessuna attività ‘no-vax’

Roma, 13 feb. (AdnKronos Salute) – “Un Ordine che rappresenta oltre 15 mila ricercatori, docenti universitari ed iscritti impegnati nella continua applicazione del metodo scientifico, non può che essere fermamente convinto della validità e dell’efficacia della terapia vaccinale. Pertanto risultano quantomeno forzate tutte le iniziative di protesta che si basano sul falso assunto che l’Ordine stia sostenendo campagne ‘no vax’ o che abbia indetto manifestazioni contrarie alla pratica vaccinale”. E’ la replica del Consiglio dell’Ordine nazionale dei biologi (Onb) alle “iniziative tendenti a creare il blocco – aggiunge la nota del Consiglio dell’Onb – presso talune università, delle commissioni di esame per l’abilitazione all’esercizio della professione di biologo”, come nel caso dell’Università di Pavia.

Il presidente e il consiglio dell’Ordine nazionale dei biologi “ribadiscono, ancora una volta, che nessuna attività è stata mai svolta contro la pratica vaccinale e contro la legge che la rende obbligatoria” e il presidente dell’Onb, Vincenzo D’Anna, chiederà di essere ricevuto dal ministro della Pubblica Istruzione, dal ministro della Salute e dai presidenti delle commissioni parlamentari di Sanità e Cultura della Camera e del Senato, “per illustrare, personalmente, l’unica e vera linea assunta dall’Onb”, ribadisce la nota.

“Si chiarisce altresì che i convegni organizzati dall’Ordine nazionale dei biologi hanno sempre trattato, con metodo scientifico, l’analisi delle questioni oggetto dei convegni medesimi, con la partecipazione di esperti di fama internazionale, ivi compresi alcuni premi Nobel, e che di recente si è tenuto, in Roma, il convegno ‘Vaccinare in sicurezza’ – ricorda il Consiglio dell’Onb – ove alcuna critica o alcun rilievo sono stati mossi nei confronti dell’efficacia della pratica vaccinale così come testimoniano gli atti del convegno (accessibili per il tramite del sito istituzionale dell’Ordine)”.

Nel contempo l’Ordine “vigilerà e segnalerà in ogni sede la lesione dei diritti dei biologi laureati a sostenere l’esame di abilitazione all’esercizio professionale costituzionalmente garantito e chiede al ministro della Salute e al ministro della Pubblica Istruzione di esercitare le proprie potestà e responsabilità nei confronti di una contestazione che non produce altra ricaduta che il diffuso danno ai biologi stessi”, conclude la nota.

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