Sanità

Un italiano alla guida dei farmacisti europei

E’ il presidente dell’Ordine di Bolzano e membro del Comitato centrale della FOFI Maximin Liebl. Per la settima volta, nei 53 anni di vita dell’associazione, l’Italia assume la guida del PGEU. “Un risultato che testimonia dell’apprezzamento che ha riscosso l’impegno di Liebl in Europa, ma anche dell’attenzione con cui la Federazione guarda alle dinamiche europee”, dice il presidente della Federazione Andrea Mandelli. Nel corso dell’ultima Assemblea Generale per l’anno 2012, il Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU) ha eletto all’unanimità alla carica di Presidente per l’anno 2013 l’italiano Maximin Liebl, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia autonoma di Bolzano. Liebl, che fa parte del Comitato centrale della FOFI ed è impegnato nella vita professionale da 15 anni, succede nella carica a Isabelle Adenot, presidente dell’Ordine Nazionale dei Farmacisti francese. E’ la settima volta che un italiano assume la guida del PGEU, la cui istituzione risale a 53 anni orsono e ha visto il nostro paese tra i soci fondatori.

“In questa fase di crisi economica i farmacisti possono fare molto per essere sempre più vicini al cittadino-paziente e, nel contempo, per la sostenibilità economica della tutela della salute: sia collaborando alla razionalizzazione della spesa, sia introducendo nuovi servizi e prestazioni nella farmacia di comunità” ha dichiarato il neo-presidente del PGEU. “Per questo è di fondamentale importanza che i decisori della politica sanitaria, soprattutto nei paesi più toccati dalla crisi economica, si adoperino per salvaguardare la rete delle farmacie di comunità come un servizio pubblico essenziale”.

“E’ una grande soddisfazione vedere il collega Liebl alla guida del PGEU”, ha commentato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei Farmacisti Italiani. “Un risultato che testimonia dell’apprezzamento che ha riscosso il suo impegno, ma anche dell’attenzione con cui la Federazione guarda alle dinamiche europee. Il lavoro dei farmacisti dell’UE, le loro esperienze e la loro capacità di proposta costituiscono un patrimonio formidabile in vista della costruzione di un modello comune di sanità, un patrimonio al quale i farmacisti italiani hanno contribuito e continueranno a contribuire. Auguro quindi buon lavoro a Maximin Liebl nella certezza che saprà ulteriormente valorizzare il contributo italiano allo sviluppo della professione”.

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