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Tumori: studio Sentieri, a Taranto 173 casi, si conferma rischio aumentato

Roma, 6 giu. (AdnKronos Salute) – Nell’area di Taranto sono stati registrati 173 casi di tumori maligni in bimbi, adolescenti e giovani adulti (età 0-29 anni), dei quali 39 in età pediatrica e 5 nel primo anno di vita. Lo rivela il Quinto studio Sentieri, pubblicato online da Epidemiologia e prevenzione, rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia.

“Il sito – evidenzia il rapporto – è stato oggetto di analisi nei precedenti studi (…) che sostanzialmente mostravano un aumento della mortalità dei residenti soprattutto per alcune forme tumorali e per le malattie cardiovascolari e respiratorie.

L’aggiornamento dell’analisi della mortalità relativo al periodo 2006-2013″ conferma “tra i residenti eccessi di rischio, della mortalità generale e per grandi gruppi. Nella popolazione residente (uomini e donne) risulta aumentato anche il rischio di decesso per le patologie considerate a priori come associate all’esposizione industriale specifica del sito in particolare per il tumore del polmone, mesotelioma e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne”.

“L’inquinamento di origine industriale – rileva lo studio – è risultato associato, nella coorte dei residenti, a un aumento del rischio di mortalità per cancro nel complesso e tumori della vescica, del pancreas, e leucemie. Solo per il tumore polmonare la letteratura scientifica ha stabilito un chiaro nesso di causalità con l’inquinamento atmosferico. Le leucemie sono ovviamente rilevanti, poiché i fattori eziologici noti sono rappresentati dalle radiazioni ionizzanti e dalle esposizioni professionali, in particolare i composti organici volatili (benzene). Per tutte le altre forme tumorali, i dati sono solo suggestivi di un possibile ruolo dell’inquinamento industriale”.

“In età pediatrica – si legge ancora nello studio – si osserva un numero di casi di tumori del sistema linfoemopoietico in eccesso rispetto all’atteso al quale contribuisce sostanzialmente un eccesso del 90% per quanto riguarda il rischio di linfomi. In età giovanile (20-29 anni) si evidenzia invece un eccesso del 70% per l’incidenza dei tumori della tiroide”.

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