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Tumori: mai una mammografia per 15% italiane, la paura è il primo nemico

Milano, 28 mar. (AdnKronos Salute) – Piuttosto che guardare in faccia il nemico e affrontarlo, è meglio ignorare di averne uno. Sembrano pensarla così le donne italiane che ‘sfuggono’ alla prevenzione anticancro. Non poche, secondo quanto confermano alcuni dati emersi dall’Osservatorio Prevenzione & Salute di UniSalute curato da Nomisma: l’indagine presentata oggi a Milano, condotta su 1.300 connazionali dai 30 ai 65 anni, rileva che il 15% della popolazione target non ha mai fatto una mammografia e l’11% mai un Pap test. Perché? La paura di sapere è il primo motivo, indicato da oltre un terzo del campione (34%). Nella ‘top 5’ dei nemici che allontanano dagli esami specialistici seguono la pigrizia (31%), l’imbarazzo (24%), il pensiero di non averne bisogno (21%) e la mancanza di tempo (15%).

L’Osservatorio ha anche cercato di tracciare un ‘identikit’ dell’italiana più incline alla prevenzione oncologica, un’arma chiave che “mostra una forte connessione sia con gli stili di vita – ragionano gli autori della ricerca – sia con l’attitudine personale nella gestione della quotidianità”. Per questo, per capire quali sono le donne che sulla propria salute preferiscono vederci chiaro e quali invece la trascurano, sono stati ‘costruiti’ 2 indicatori: “Il Wellness Index Nomisma, strumento in grado di restituire una valutazione sintetica sull’adozione di corretti stili di vita rispetto a differenti ambiti della vita quotidiana (pratica di sport, consumo di frutta e verdura, peso, attenzione alla dieta, fumo), e il Life Skill Index che misura le abilità personali, cognitive, sociali, emotive e relazionali che permettono di affrontare le sfide quotidiane, rapportandosi a se stessi e agli altri con fiducia nelle proprie capacità e con atteggiamento positivo e costruttivo”.

Risulta che “le donne con stile di vita maggiormente orientato (Wellness Index Nomisma) mostrano un maggior ricorso a esami specialistici di prevenzione oncologica, con percentuali significativamente più alte per ogni test specialistico”. Un esempio emblematico è la mammografia per la diagnosi precoce del tumore al seno: “Nel cluster con Wellness Index alto è stata eseguita almeno una volta negli ultimi 3 anni dal 90% delle donne, a fronte di un 70% nel gruppo con indice basso”. Poter ‘misurare’ la propensione alla prevenzione, questa è l’idea, potrà aiuterà a convincere chi ancora non la fa.

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