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Tumori: 38% pazienti è sedentario, progetto per sport su misura anti-cancro

Roma, 18 ott. (Adnkronos Salute) – I malati oncologici sono troppo sedentari: il 38% delle persone colpite da tumore non fa nessuna attività fisica (rispetto al 34% della popolazione generale). Questo nonostante siano noti i benefici dello sport nella riduzione delle neoplasie più frequenti. La Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medicina), in collaborazione con la Federazione medico sportiva italiana (Fmsi) e l’Universita Foro Italico di Roma, ha presentato oggi al ministero della Salute il progetto pilota ‘Phalco’ (Physical activity for oncology) che prevede un programma di attività fisica su misura per un gruppo di pazienti (60) in 4 città. Le persone selezionate si alleneranno per quattro mesi sotto la guida di trainer specializzati in scienze motorie.

L’Aiom ha ricordato come il 20% dei tumori è causato dalla sedentarietà e complessivamente in Italia ogni anno 74.200 casi di cancro potrebbero essere evitati grazie al movimento.

“Il fatto che è stata sconfitta la malattia dimostra la forza del paziente che ha combattuto e del Ssn che, con alto e alti e bassi, garantisce la qualità delle cure. Un sistema che ha subito tagli ma che ha tenuto, ora possiamo fare meglio perché saranno investite altre risorse. E il calo delle nuove diagnosi di tumore potrà ulteriormente aumentare”, afferma il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri, secondo cui “progetti come questo devono essere aiutati, sono a tutti gli effetti un percorso diagnostico terapeutico”.

“È dimostrato – ha spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione Aiom – che il movimento, sia dopo la diagnosi che nei primi passi successivi all’intervento chirurgico, migliora la sopravvivenza. Ciononostante, ancora troppo pochi oncologi lo consigliano e sono ancor meno i pazienti che lo praticano. Uno dei maggiori impedimenti, oltre alla difficoltà di integrare le diverse professionalità coinvolte, risiede proprio nella necessità di personalizzare quanto più possibile il carico di attività fisica proposta”. ‘Operazione Phalco’, creando una rete tra oncologi, medici dello sport e laureati in Scienze Motorie e proponendo un protocollo di allenamento declinato per gruppi omogenei di rischio “vuole superare queste problematiche”, rimarca Nicolis, che aggiunge: “E’ la prima iniziativa di questo tipo realizzata in Italia e rappresenta il primo passo di un percorso post-operatorio di attività fisica adattata, da inserire quanto più precocemente possibile nell’iter riabilitativo”.

Nel progetto ‘Phalco’ saranno coinvolte persone colpite da carcinoma della mammella e del colon-retto, fra i 40 e i 65 anni, fisicamente inattive da almeno 12 mesi. “L’intervento chirurgico – sottolinea Attilio Parisi, prorettore vicario Università degli Studi di Roma Foro Italico – deve essere stato effettuato da almeno un mese e non più di 6. I pazienti reclutati (dagli oncologi) saranno suddivisi in tre gruppi, in base ai livelli di rischio accertati da un medico dello sport. Prima di iniziare l’attività, verranno sottoposti a una batteria di test funzionali, necessari per impostare un carico di lavoro adeguato e per valutare lo stato di forma fisica iniziale e finale. I test saranno somministrati da un laureato in Scienze motorie (specializzato in attività motorie preventive e adattate). Sulla base dei 3 livelli di rischio, verranno formati tre gruppi, che seguiranno un protocollo di allenamento combinato (aerobico e di forza) adattato per intensità e carico di lavoro, per un periodo di quattro mesi con frequenza di due sedute settimanali della durata di un’ora circa ciascuna”.

“Al termine dei 4 mesi di allenamento -continua Parisi – tutti i pazienti del progetto verranno sottoposti agli stessi test effettuati all’inizio del protocollo dal medico dello sport e dal laureato in Scienze Motorie”. Testimonial dell’iniziativa è Terryana D’Onofrio (medaglia d’argento ai Campionati mondiali universitari 2018 di karate).

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