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Medicina e chirurgia

Tumore alla prostata: otto anziani su dieci non sanno che si può prevenire

originalIn Abruzzo, il tumore della prostata colpisce ogni anno 540 persone, ma sono ben 35mila le nuove diagnosi registrate solo nel 2015 in tutta Italia. È la prima neoplasia tra gli uomini di età superiore ai 65 anni, ma tra questi cittadini, 8 su 10 non sanno che si può prevenire attraverso la conduzione di sani stili di vita. Tra gli over70 abruzzesi, ben il 43% è in sovrappeso, il 15% addirittura obeso, un terzo dei nonni (il 32%) consumano alcool in quantità rilevante, il 9% fuma e sei su dieci sono completamente sedentari.

Una situazione preoccupante, che ha portato l’Associazioni Italiana di Oncologia Medica (AIOM) a lanciare il progetto Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo, un vero e proprio “Tour della prevenzione” in ventitrè città, che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età. L’iniziativa, realizzata con successo da AIOM grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, è giunta al quindicesimo appuntamento, che si svolge oggi pomeriggio alle 16.30 presso il Centro di Ascolto e Servizi Assistenziali (Via Grappa, 176, Contrada San Martino) di Chieti Scalo. Il tour si focalizza soprattutto sui tumori della terza età, in primo luogo quello della prostata per spiegare che si deve prevenire, ma anche che quando colpisce può essere vinto e si può tornare ad una vita normale.

“Il fatto che il 79% degli anziani ritiene che modificare le proprie abitudini sbagliate arrivati alla terza età non serva a molto è preoccupante – spiega il prof. Michele De Tursi, medico chirurgo specialista in Oncologia Medica presso il Dipartimento di Scienze Orali e Mediche all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti . È invece ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, in grado di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico. Basti pensare che smettere di fumare in età avanzata, come confermano recenti studi, riduce il rischio di invalidità e mortalità fino al 34%”.

“Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Tuttavia, il 40% dei tumori può essere prevenuto attraverso uno stile di vita sano – aggiunge l’esperto. Abbandonare comportamenti a rischio come il fumo o la sedentarietà presenta enormi vantaggi anche in un’età matura, riducendo la probabilità di sviluppare una neoplasia; una dieta sana ha importanti effetti preventivi e, anche nelle persone colpite da cancro, rallenta la progressione della malattia e aiuta il paziente a rispondere meglio alle terapie. L’oncologo ha un ruolo chiave nell’indicare al paziente non solo in cosa consiste la patologia e a quali trattamenti sarà sottoposto, ma soprattutto come gestire il tumore nel quotidiano, a partire dalla correzione di quei comportamenti scorretti come il fumo, il consumo di alcolici, alimentazione poco equilibrata e la sedentarietà”.

“La maggior dei tumori nella terza età – evidenzia il prof. De Tursi – sono scoperti in fase avanzata. E spesso non tutti questi pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso dell’incontro di oggi saranno illustrati anche i concetti di screening e di tempestività della diagnosi. Prima si intercetta la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne. Oltre il 91% dei pazienti colpiti da tumore della prostata oggi sopravvive o convive con il cancro. Ma a differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci”.

Durante l’incontro sarà anche distribuito l’opuscolo informativo realizzato da AIOM, che consente a tutti i cittadini, ai malati e ai caregivers di conoscere la patologia, capire cos’è e quando può essere fatto il psa e fornisce consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha nella quotidianità della persona.
“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi dell’AIOM in un progetto così importante – afferma Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che rende possibile il progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.

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