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Smog: Italia deferita a Corte Ue per sforamento biossido d’azoto

Bruxelles, 7 mar. (AdnKronos Salute) – La Commissione europea ha deciso di deferire alla Corte di Giustizia dell’Ue l’Italia per il mancato rispetto della direttiva sulla qualità dell’aria, in particolare per quanto riguarda i limiti massimi consentiti per il biossido di azoto (NO2). L’Italia avrebbe dovuto adeguarsi agli obblighi previsti dalla direttiva entro il 2010: i limiti da non superare sono due, uno annuale (40 microgrammi per metro cubo) e l’altro orario (200 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 18 giorni l’anno). Anche altri Paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Romania e Ungheria) sono interessati da provvedimenti simili.

L’elenco delle zone italiane coinvolte, provvisorio perché per avere quello definitivo occorre aspettare il deposito dello strumento giuridico in Corte, comprende Torino, Milano, Bergamo, Brescia, la pianura lombarda (non meglio specificata), Genova, Firenze, la costa toscana (non meglio specificata) e Roma (per il periodo 2010-13); Campobasso e alcune aree industriali siciliane (2010-12); Catania per il 2012 e ancora Catania e alcune aree industriali siciliane per il 2014-15. Milano, unica in Italia, ha anche sforato il limite orario nel periodo 2010-2013.

Il deferimento in Corte, che potrebbe risultare in una sanzione finanziaria, per il superamento dei limiti relativi al biossido di azoto si aggiunge a quello del maggio 2018, in quel caso per i limiti relativi al Pm10.

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