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Sindrome della morte improvvisa in culla: le azioni da adottare per prevenirla

La cosiddetta “Morte Bianca”, o SIDS ”Sindrome della morte improvvisa del lattante” è considerata la prima causa di morte sotto l’anno di vita e colpisce circa un neonato su 1000. Bambini apparentemente sani, specie tra i due e i quattro mesi, muoiono in modo improvviso senza motivi evidenti.In assenza di cause note è importante considerare i fattori di rischio, cioè le situazioni ambientali e comportamentali che, messe assieme, sembrano favorire la “morte in culla”. Da qualche anno, infatti, la si pone principalmente in relazione con la posizione sbagliata del neonato durante il sonno: vi sono dati che confermano una riduzione della mortalità di oltre la metà di casi di “morti in culla” da quando si consiglia di far dormire i neonati a pancia su. Anche la posizione sul fianco raddoppia il rischio di SIDS, contrariamente a credenze e abitudini consolidate da anni, e sembra avere influenza pure l’uso di materassi, cuscini e piumini soffici e avvolgenti.

La prevenzione della SIDS si basa, quindi, sulla riduzione dei fattori di rischio mettendo in atto una serie di azioni protettive quali: far dormire il bambino a pancia su in un ambiente alla temperatura ideale di circa 20°, non esporlo al fumo passivo, mettere la culla nella camera della mamma durante la notte e fargli usare il ciuccio: se il neonato fatica ad addormentarsi adagiato sulla schiena, bisogna adottare tutte le strategie per favorire il sonno, come un bagnetto rilassante e la poppata.

Se il bimbo è in grado di girarsi durante il sonno, a partire dai tre o quattro mesi di vita, occorre mettere nella culla alcuni piccoli asciugamani arrotolati che gli impediscano di girarsi: è bene mantenere questa regola di prevenzione sino a tutto il primo anno di vita.

Questi e altri consigli sono contenuti nell’opuscolo “Per loro è meglio” scaricabile dal sito del Ministero della salute alla voce “prevenzione- salute dei bambini” o dall’home page del sito dell’Azienda Ulss 19 nelle news di Delta Salute o dal sito www.genitoripiu.it.

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