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Sesso: per 85% adolescenti igiene dopo rapporto efficace contro malattie

Roma, 30 nov. (AdnKronos Salute) – Adolescenti italiani poco preparati in tema di malattie sessualmente trasmissibili (Mst) e di come fare per prevenirle: l’84,9% ritiene che sia efficace una igiene accurata dopo un rapporto; il 58,7% ritiene che un qualunque metodo anticoncezionale sia efficace per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili; il 94,8% è generalmente consapevole che il preservativo è uno strumento generalmente efficace per proteggersi, ma pochi sanno che per difendersi dall’Hpv non è sufficiente. Persistono inoltre radicati pregiudizi o convinzioni errate: il 30,5% ritiene che “non sta bene” che una ragazza porti con sé dei preservativi, e per il 31% una Mst non può essere trasmessa attraverso un rapporto orale.

È quanto emerge dall’indagine nazionale “Adolescenti e stili di vita”, realizzata da Laboratorio adolescenza e Istituto di ricerca Iard con la collaborazione della Società italiana di medicina dell’adolescenza realizzato con il sostegno incondizionato di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative consumatori) e Mediatyche. Il report, presentato oggi a Milano, è stato coordinato da Carlo Buzzi ordinario di Sociologia dell’Università di Trento, referente dell’area sociologica di Laboratorio adolescenza e membro del Comitato scientifico di Istituto Iard. L’indagine è stata svolta tra novembre 2017 e maggio 2018 su un campione nazionale rappresentativo di 2.654 studenti frequentati le scuole medie superiori (età 14-19 anni; età media 16,5 anni).

La fonte di informazione più utile sul tema delle Mts (indicata dal 34% del campione) è risultata essere la scuola (e l’82% sostiene che sia proprio la scuola a dover garantire questo tipo di informazioni). Più della “mamma” (indicata dal 31%). D’altra parte, il 73,8% ha affermato che è difficile parlare di questi argomenti in famiglia. Se si esclude l’Aids (conosciuta dal 94,5%), solo il Papilloma virus è conosciuto dalla maggioranza del campione (61% delle ragazze e 53,8% dei maschi), mentre la conoscenza delle altre più comuni oscilla tra 45% (candida) e l’11% (condilomi).

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