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Scienza: premio Galileo a Cristina Cattaneo, ‘007’ dei naufraghi senza nome

Milano, 10 mag. (AdnKronos Salute) – Racconta di come si può arrivare da un tattoo o un’imperfezione dentale a un’identità. A dare un nome e un volto ai naufraghi inghiottiti dal Mediterraneo, migranti dai sogni spezzati restituiti dal mare, che rischiano di restare ignoti, senza nessuno che li possa piangere. E’ l’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Nota come medico legale dei più importanti casi di cronaca nera d’Italia, è per il libro in cui racconta l’impegno per riportare a galla le vittime disperse fra le onde (‘Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo’, Raffaello Cortina Editore) che si è aggiudicata il Premio letterario Galileo 2019 per la divulgazione scientifica, assegnato oggi a Padova, durante una cerimonia nell’Aula magna del Palazzo Bo.

Il verdetto della giuria popolare (100 studenti universitari da tutta Italia e gli studenti di 10 classi delle scuole secondarie di secondo grado, 5 della provincia di Padova e altre 5 di altre province d’Italia) ha premiato lei con 31 voti. Alle spalle dell’ordinario di Medicina legale dell’università Statale di Milano e direttrice del Centro Labanof (Laboratorio di antropologia e odontologia forense), gli altri finalisti entrati nella cinquina: Peter Wadhams con 24 voti per ‘Addio ai ghiacci. Rapporto dall’Artico’ (Bollati Boringhieri); Roberto Defez con 20 voti per ‘Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia’ (Codice Edizioni); Sandra Savaglio con 12 voti per ‘Tutto l’Universo per chi ha poco spazio-tempo’ (Mondadori); Pietro Greco con 3 voti per ‘Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile’ (Carocci Editore).

“La scienza va raccontata e spiegata a chi sta fuori dai laboratori – ha sottolineato la presidente della Giuria scientifica che ha selezionato la cinquina di libri finalisti, la super esperta di staminali e senatrice a vita Elena Cattaneo – Gli scienziati che condividono le loro scoperte non scrivono per sé, ma per tutti noi”. Il libro vincitore dà voce alle storie sfortunate di chi si è messo in viaggio inseguendo una speranza, persa fra le onde del mare. A raccontarle i loro corpi: quello di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo Paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera di donatore di sangue e una della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese.

A molte di queste vittime, spiega Cattaneo, è stata negata anche l’identità. Nel libro l’autrice in camice racconta il vissuto di un medico legale, il tentativo di un Paese di dare un nome a queste vittime dimenticate, e quindi l’emergenza umanitaria dei migranti, delle migliaia di cadaveri restituiti alle spiagge europee, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati.

“Da quest’anno – ha ricordato l’assessore alla Cultura del Comune di Padova, Andrea Colasio – il premio Galileo diventa la punta di diamante di un vasto programma di appuntamenti che coinvolge l’intera città, le sue istituzioni e i suoi enti scientifici e culturali: la Settimana della scienza e innovazione, che con decine di iniziative intende contribuire al dibattito sul futuro della ricerca e delle imprese. Il premio si è segnalato ancora una volta per l’alta qualità dei libri proposti e l’autorevolezza della giuria, che ringrazio per il suo importante lavoro. Grazie anche ai molti studenti che come in ogni edizione hanno portato con entusiasmo il loro apporto”.

Il premio è promosso dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura e seleziona da 13 anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in Italia nel biennio precedente. E’ dedicato a Galileo Galilei, in memoria degli anni in cui, agli inizi del Seicento, insegnò all’università di Padova. Fu qui che puntò per la prima volta un cannocchiale verso il cielo. Un gesto che diede inizio a una rivoluzione nell’astronomia e diede avvio alla scienza moderna.

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