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Sanità: Siria, colpita struttura Save the Children, 7 feriti tra cui un medico

Roma, 4 ott. (AdnKronos Salute/Aki) – Un attacco con colpi di artiglieria su una struttura sanitaria supportata da Save the Children in Siria, all’interno di un compound nell’area di Idlib, ha provocato il ferimento di sette persone, tra le quali un medico della struttura. Uno dei feriti versa in condizioni critiche, ha precisato Save the Children in una nota. L’entità del danno è ancora in fase di valutazione, ma la struttura è attualmente fuori servizio. Il proiettile ha colpito l’ala meridionale del compound e al momento dell’attacco erano presenti nella struttura circa 60 pazienti, compresi dei bambini.

Fino ad oggi, il complesso sanitario di Maraat Al Numan – che Save the Children supporta dal 2016 attraverso l’organizzazione partner Syrian Relief – ha offerto aiuto a 300.000 persone che vivono nella zona, con una media di 200 visitatori al giorno, offrendo un aiuto indispensabile a centinaia di bambini e alle loro famiglie, tra cui servizi di nutrizione, assistenza dentistica e vaccinazioni.

“Ancora una volta, i civili stanno pagando il prezzo di un lungo e mortale conflitto. Questa struttura offriva un aiuto fondamentale a centinaia di uomini, donne e bambini. Siamo vicini al nostro partner Syria Relief e al loro personale che era sul posto quando la struttura è stata colpita, e chiediamo la protezione di civili e operatori umanitari – ha dichiarato Amjad Yamin, portavoce di Save the Children – Dall’annuncio del cessate il fuoco, la situazione nella zona si è calmata e le popolazioni sfollate hanno iniziato a tornare, ora questo potrebbe rimandarle indietro”.

Secondo dati Onu, dalla fine di aprile almeno 100 civili sono stati uccisi o sono rimasti feriti nella Siria nordoccidentale, un’area che ospita una delle più grandi popolazioni sfollate all’interno del Paese. Qui le persone vivono nella maggior parte dei casi in campi sovraffollati o nelle aree rurali, costrette a fronteggiare la scarsità di cibo, acqua, medicine e difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari e all’istruzione.

Save the Children chiede a tutte le parti di “fermare questa guerra contro i bambini”. “I membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbero sostenere il progetto di Risoluzione che propone un cessate il fuoco che possa porre fine al peggioramento della situazione umanitaria ad Idlib – si legge nella nota – Il conflitto siriano non deve diventare il momento in cui la violazione dei diritti umani fondamentali e delle leggi internazionali volte a proteggere i bambini vulnerabili, si trasformi nella nuova normalità”.

L’organizzazione chiede inoltre a tutte le parti in conflitto di “rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani e di mettere al primo posto la protezione dei civili: le scuole, gli ospedali e le altre infrastrutture civili essenziali devono essere protette dagli attacchi”.

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