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Sanità: liste attesa, dal Lazio più lamentele a numero verde ministero

Roma, 13 feb. (AdnKronos Salute) – Sono stati soprattutto i cittadini del Lazio, seguiti a distanza da quelli della Lombardia, a contattare il numero verde 1500 del ministero della Salute dedicato alle liste d’attesa. E la maggior parte delle telefonate (59%) ha riguardato lamentele sui tempi di erogazione delle prestazioni. Con esempi di ‘tempi biblici’ come nel caso dell’ecografia all’addome (di controllo) che, alla Asl Rm 1, poliambulatorio via Lampedusa arriva fino a un anno di attesa. Oppure per una mammografia di controllo, questa volta alla Asl Monza Brianza superiore, anche in questo caso un anno di attesa. In generale sono stati 6.500 i cittadini che hanno contattato (nell’arco delle 24 ore) il 1500 in quasi tre mesi, dal giorno di attivazione del servizio (l’8 ottobre) al 31 dicembre 2018. Mentre circa 1.600 telefonate sono state raccolte dai dirigenti sanitari del ministero durante l’orario di risposta (dalle 10 alle 16). E’ quanto risulta dal report del ministero della Salute.

L’età media di chi si è rivolto al servizio è di 64 anni: a maggior parte ha raccontato le proprie esperienze e in quota significativa quelle di altri. Le telefonate sono arrivate, in particolare da: Lazio (24%); Lombardia (13%); Campania (8,6%); Sicilia (8%); Toscana (7,8%); Puglia (6%). Il report del ministero, nell’analisi, sottolinea la percentuale più elevata del Lazio: “dato che appare ancora più rilevante se confrontato con le telefonate effettuate dai cittadini della regione Lombardia (10 milioni di abitanti nel 2017 contro i 5 milioni 898 mila abitanti del Lazio) che hanno rappresentato il 13% delle chiamate”. E ancora: la Regione Lazio risulta prima anche per le segnalazioni per l’eccedenza dei tempi di erogazione delle prestazioni di primo accesso (22,4%), dato che riguarda prevalentemente Roma e in particolare le Asl Rm 2, Rm 1 e l’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini.

Oltre alle lamentele sui tempi di erogazione rilevante è stata la richiesta di informazione sul Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla) e sulla possibilità di ricorrere all’intramoenia pagando solo il ticket, che hanno riguardato il 17% delle conversazioni. Le segnalazioni sull’eccedenza dei tempi di erogazione, rispetto ai tempi garantiti dal Piano, hanno costituito il 12% degli argomenti affrontati dai cittadini: Lazio 25,3%, Lombardia 10,5%, Campania 9,5%, Puglia 8,4%, Sicilia ed Emilia Romagna 7,4%. Le segnalazioni sui disservizi dei Cup sono risultate pari al 6%: Lazio 24,1%, Sicilia 20,7%, Lombardia 12,1%, Sardegna 10,3%, Toscana 6,9%, Campania, Basilicata, Puglia e Marche 5,2%.

Tra le 58 prestazioni del Piano ‘di primo accesso’ sono risultate maggiormente rappresentate: colonscopia 11,9%, ecografia addome 8,7%, visita oculistica 7,1%, visita cardiologica 5,6%, esofago-gastro-duodenoscopia, visita dermatologica e mammografia 4,8%. Tra le 58 prestazioni del Piano ‘di controllo’ sono state oggetto di lamentela: visita oculistica 12,1%, mammografia 10%, colonscopia 6,9%, visita cardiologia e visita neurologica 6,2%, ecografia addome 4,8%, ecografia capo e collo, ecografia mammella e visita endocrinologica 4,5%.

Le regioni e le Asl maggiormente segnalate per eccedenza dei tempi di erogazione delle prestazioni di primo accesso, sono risultate: Lazio 22,4% (Rm 2, Rm 1 e Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini), Lombardia 11,2% (Ats della città metropolitana di Milano, Ats della Brianza, Asst Papa Giovanni XXIII), Campania 9,7% (Asl Napoli 3 sud, Asl Napoli 1 centro, Azienda Ospedale G. Rummo), Sicilia 9,7% (Asp Catania, Asp Palermo, Asp Ragusa), Emilia Romagna 8,3% (Ausl Bologna, Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna, Ausl di Ferrara).

Le regioni e le Asl segnalate per le prestazioni di controllo sono risultate: Lazio 25,4% (Policlinico Umberto I, Rm 2, Frosinone, Latina), Sicilia 10,1% (Asp Catania, Asp Messina, Azienda ospedaliera universitaria P. Giaccone, Asp Caltanissetta), Lombardia 10,1% (Ats della città metropolitana di Milano, Ats della Asst Papa Giovanni XXIII, Asst Spedali Civili di Brescia, Asst Fatebenefratelli Sacco), Toscana 8,1% (Azienda Usl Toscana centro, azienda Usl Toscana nord-ovest, azienda Usl Toscana sud-est). Le regioni e le Asl maggiormente segnalate per le prestazioni non comprese nel Piano sono risultate: Toscana 16,1% (Azienda Usl Toscana Centro), Lazio 13% (Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Tor Vergata, Frosinone, Asl Rm 1), Sardegna 9,7% (Azienda per la tutela della Salute), Abruzzo 9,7% (Lanciano Vasto Chieti, Asl Pescara).

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