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Sanità: Grillo, ‘in Patto salute valorizzazione capitale umano’

Roma, 21 mar. (AdnKronos Salute) – “Una revisione dei meccanismi di controllo analitico dei processi e dei costi dei fattori produttivi”, “la certezza delle risorse”, “la formazione, la qualificazione e la valorizzazione del capitale umano prevedendo nuove metodologie di definizione dei fabbisogni organizzativi e formativi” e “una revisione dei meccanismi di controllo analitico dei processi e dei costi dei fattori produttivi”. Sono i “punti qualificanti” del nuovo Patto della Salute illustrati oggi dal ministro della Salute Giulia Grillo nella sua risposta al question time al Senato all’interrogazione sull’adozione del Patto per la salute 2019-20121.

Al centro del Patto, osserva il ministro, “dovrà tornare al centro la formazione, la qualificazione e la valorizzazione del capitale umano prevedendo nuove metodologie di definizione dei fabbisogni organizzativi e formativi, nonché la semplificazione dell’accesso dei professionisti e degli operatori al Servizio sanitario nazionale, per ottenere una efficace e tempestiva copertura dei stessi fabbisogni, che, come sappiamo, risultano in grave sofferenza”.

“Il Patto, nella logica della valorizzazione dei rispettivi ruoli e responsabilità, dovrà prevedere una revisione dei meccanismi di controllo analitico dei processi e dei costi dei fattori produttivi, nonché l’individuazione di pochi, sintetici e significativi, indicatori di risultato sotto il profilo economico, al fine di valutare lo stato di salute di ogni sistema regionale – avverte Grillo – Di converso, il mancato rispetto di tali indicatori comporterà la piena responsabilità della regione e dei suoi organi di governo. Alle regioni in difficoltà, in ogni caso, dovranno essere assicurate nuove forme di affiancamento e supporto”.

“In un rinnovato quadro di reciproche responsabilità – conclude il ministro – sono assolutamente consapevole che, da parte del Governo, dovrà essere assicurato, finalmente, un quadro di risorse finanziarie non modificabili unilateralmente per il prossimo triennio/quinquennio: la certezza delle risorse rappresenta, infatti, indubbiamente, un elemento indispensabile per programmare correttamente gli interventi sui territori regionali”.

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