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Sanità: aggressione al Loreto Mare (Na), Anelli chiede presidi in ospedale

Roma, 1 ott. (AdnKronos Salute) – Presidi di pubblica sicurezza negli ospedali, e personale dedicato all’accoglienza dei cittadini. A chiederlo è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, all’indomani del grave episodio di violenza ai danni di alcuni medici e infermieri dell’Ospedale Loreto Mare di Napoli. Un paziente in attesa ha aggredito un medico e alcuni infermieri, inveendo poi contro il primario che era intervenuto per difenderli e minacciandolo di aspettarlo fuori dall’ospedale per accoltellarlo.

“Siamo vicini al primario dell’ospedale Loreto Mare, aggredito e minacciato da un paziente, e agli altri professionisti strattonati e schiaffeggiati, alla collega insultata poche ore prima all’Ospedale del Mare oltre che a tutto l’Ordine dei medici di Napoli. Ma la solidarietà non basta più”, dice Anelli, chiedendo la procedibilità d’ufficio per questi reati. “Occorre una forte presa d’atto e assunzione di responsabilità da parte della politica, che deve tutelare in ogni maniera la sicurezza e la vita di tutti coloro che garantiscono il diritto alla salute dei cittadini”. Si tratta, secondo quanto denuncia l’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate’, dell’ottantaquattresima aggressione contro un operatore sanitario avvenuta nella provincia dall’inizio dell’anno. Poche ore prima, una donna medico di un altro ospedale napoletano era stata aggredita da una paziente.

“Finalmente, dopo un anno d’attesa, il Senato ha approvato il Disegno di legge 867, che contiene ‘Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni’ – continua Anelli – Ora ci aspettiamo che il provvedimento sia rapidamente approvato anche alla Camera: sarebbe un primo segnale forte della volontà politica di arginare l’escalation di violenza contro medici e infermieri”. (segue)

“Alla politica e al Governo chiediamo che tutte le strutture siano messe in sicurezza, che nei pronto soccorso, soprattutto quelli più affollati, sia presente un nucleo di polizia, un presidio di pubblica sicurezza – aggiunge ancora – Ma soprattutto chiediamo che vi siano delle figure appositamente formate per l’accoglienza dei cittadini, per spiegare loro quello che sta avvenendo al di là, nelle sale di pronto soccorso, nelle sale dei codici rossi, in modo tale che i parenti in attesa abbiano coscienza di quello che i medici stanno facendo”.

“Questo grave episodio, nel quale il paziente ha minacciato il medico di tornare per dargli 28 coltellate, ci insegna infine che è assolutamente necessario introdurre la procedibilità d’ufficio per questi reati – aggiunge ancora – Troppo spesso infatti i colleghi non denunciano proprio per paura di ritorsioni peggiori dell’aggressione stessa”.

“Rinnoviamo dunque la richiesta di un incontro, su questo tema, al ministro Speranza – sottolinea Anelli – Abbiamo ancora negli occhi la scalinata dell’ospedale Vecchio Pellegrini ferita dai fori di proiettile; abbiamo nelle orecchie le grida di aiuto dei colleghi che chiedono solo di uscire, la sera, per recarsi a svolgere il loro dovere senza la paura di non rivedere più i propri cari. L’ospedale, la sede di guardia medica, l’ambulatorio non è, non può essere un fronte di guerra. Il nemico – conclude – è la malattia, non il medico”.

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