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Sanità: 46 valanghe l’anno in Italia, medici a scuola di soccorso

Roma, 28 gen. (AdnKronos Salute) – ‘Camici bianchi’ addestrati a salvare vite sotto la neve. Ogni anno in Italia, nella stagione invernale, vengono provocate in media 46 valanghe, con un totale di 95 persone coinvolte, di cui 20 non sopravvivono. La rapidità e l’addestramento di medici e sanitari che per primi intervengono in questo tipo di emergenza sono fondamentali per aumentare i tassi di sopravvivenza. Proprio per formare questi operatori si è conclusa ieri sera, sul Monte Magnola, la nona edizione del corso di ‘Ricerca e stabilizzazione del travolto da valanga’, organizzato dal Soccorso alpino e speleologico abruzzese, in collaborazione con gli istruttori delle due Scuole nazionali medici (Snamed) e tecnici (Snate) del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico (Cnsas).

Venti tra istruttori, tecnici, esperti nazionali e internazionali si sono dedicati a una tre giorni di formazione nella gestione degli incidenti in valanga destinata a medici e sanitari provenienti da tutta Italia. A differenza di quanto accade normalmente in un’emergenza sanitaria, in caso di valanga “il paziente deve essere innanzitutto cercato e disseppellito, per poi essere prontamente stabilizzato e trasportato nell’ospedale più vicino”, spiegano gli esperti. Una corsa contro il tempo per salvare le vittime dall’asfissia e dall’ipotermia, che in incidenti come questo sono le principali cause di morte insieme ai traumi, ma si verificano in un contesto che richiede protocolli del tutto particolari.

“In valanga la rapidità è fondamentale. Riuscire a intervenire sul paziente nei primi 18 minuti dal seppellimento significa riuscire a salvare il 92% dei travolti, dopo 35 minuti la sopravvivenza cala improvvisamente e radicalmente al 27%, e dopo 90 minuti solo il 3% delle vittime sopravvive – ha spiegato il coordinatore scientifico del corso Gianluca Facchetti, medico anestesista rianimatore e istruttore della Snamed – Per questo tutti i medici e infermieri del Cnsas sono alpinisti che intervengono su tutti terreni montani sia in estate che in inverno, sia di giorno che di notte”.

“La tempestività dei soccorsi oggi non può prescindere dall’impiego dell’elicottero e della sua équipe sanitaria, che deve essere formata alle tecniche di ricerca e soccorso”, aggiunge. Proprio pensando alla necessità di formazione del team sanitario dell’Hems (Helicopter Emergency Medical Service), il corso è stato aperto non solo ai sanitari del Cnsas, ma anche a tutti i medici e infermieri che hanno interesse ad approfondire le proprie conoscenze in tema di soccorso in valanga.

Durante i workshop è stato illustrato l’utilizzo di laboratori di analisi portatili, sistemi di intubazione endotracheale a visione indiretta, ventilatori meccanici e automatici del peso inferiore a 100 grammi, tutti presidi sanitari di ultima generazione per la gestione dell’emergenza sanitaria extra-ospedaliera, trasportabili in uno zaino e adattati per funzionare in ambiente impervio a temperature estremamente basse e in volo. Il 95,5% degli incidenti da distacco di valanga è provocato dal fattore umano, errori di valutazione o dal comportamento di chi si muove sulla neve, ricordano gli esperti. Questi eventi accadono più spesso nelle stagioni con meno neve o durante le prime precipitazioni, quando il manto nevoso che si crea presenta una maggiore instabilità e fragilità, e il semplice sovraccarico causato dal passaggio di una persona in sci o snowboard può innescare il meccanismo di distacco.

Come ridurre i rischi? “Basta un’attenta pianificazione del percorso prima di partire, affinché sia compatibile con lo scenario di pericolo previsto dal bollettino meteo e dal bollettino valanghe, e poi una volta sul posto, adattare il percorso a ciò che ci si trova davanti. E mai dimenticare mai di portare con sé e imparare a usare il kit composto dall’Apparecchio ricerca travolto in valanga che consente ai soccorritori di trovare il travolto, pala e sonda”, ha commentato Igor Chiambretti, responsabile tecnico dell’Associazione interregionale neve e valanghe, a proposito di prevenzione.

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