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Sanità: 300 mila cause a medici, Sileri promuove ‘Arbitrato salute’

Milano, 5 giu. (AdnKronos Salute) – “L’Arbitrato della salute è un ottimo modo per ristabilire un equilibrio nel rapporto tra medici e pazienti. Con 300 mila cause giacenti nei tribunali” italiani “contro dottori e strutture sanitarie, è per forza di cose necessario intervenire per snellire le liti temerarie. Dobbiamo tornare a un rapporto sano tra i cittadini e la sanità”. Parola di Pierpaolo Sileri (M5S), presidente della Commissione Sanità del Senato, intervenuto oggi a un incontro sul contenzioso medico-paziente, organizzato dal network legale Consulcesi con l’Ordine provinciale dei medici di Milano, dove a carico dei camici bianchi si registra “una denuncia al giorno”, calcolano i promotori dell’evento. Nell’occasione, riferiscono, Sileri ha annunciato un’iniziativa legislativa per promuovere l’Arbitrato della salute.

“Negli ultimi anni abbiamo sicuramente vissuto un’evoluzione nell’approccio nei confronti dei medici e dei loro errori – osserva Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Omceo milanese – iniziato da alcune importanti sentenze proprio del tribunale di Milano e continuato nella legge Gelli. Oggi registriamo questa importante proposta che potrebbe ulteriormente raffreddare il contenzioso. Inoltre – aggiunge il numero uno dell’Ordine meneghino – si potrebbe ulteriormente stimolare quello che oggi fanno già moltissimi colleghi, e cioè creare un eccellente rapporto empatico con il proprio paziente attraverso la certificabilità della sua soddisfazione attraverso strumenti moderni come la tecnologia Blockchain”.

Ma anche la formazione Ecm viene indicata quale strumento a disposizione dei medici per proteggersi dal rischio contenzioso: “Il medico formato e costantemente aggiornato – afferma Francesco Del Rio, avvocato di Consulcesi & Partners – è il medico che sa fornire la migliore prestazione possibile al paziente e, nel contempo, sa meglio tutelare se stesso di fronte a qualsiasi censura di responsabilità professionale. Voglio ricordare che la Cassazione afferma da oltre 20 anni che il paradigma del medico diligente è quello rappresentato dal medico bravo, serio, preparato, aggiornato e scrupoloso, insomma un parametro molto alto”.

La tecnologia Blockchain applicata alla Patient Satisfaction è al centro di un progetto illustrato dal General Manager Iqvia, Sergio Liberatore, e sviluppato da Consulcesi Tech, hi-tech company specializzata in Blockchain e Cybersecurity. “Si tratta – spiegano gli ideatori – di uno strumento innovativo per raccogliere in tempo reale le opinioni di pazienti sulle cure ricevute nelle strutture sanitarie e negli studi medici. La puntualità del servizio, l’efficacia della comunicazione, l’accessibilità della struttura, la qualità delle cure e la professionalità del personale saranno censiti e raccolti in un database condiviso da tutte le strutture, per garantire analisi confrontabili nel pieno rispetto della privacy e validati dalla Blockchain”.

Per Del Rio “questa iniziativa si prefigge lo scopo di veder istituito un organismo di diritto pubblico all’interno del quale tutti i soggetti, direttamente e indirettamente coinvolti da un caso di presunta responsabilità medica, sono posti nelle migliori condizioni per poter tutti fattivamente collaborare nella ricerca, con l’ausilio necessario delle migliori professionalità del mondo giudiziario, legale, medico-legale, assicurativo e psicologico, di una soluzione conciliativa davvero condivisa e mitigante”.

Fra l’altro, precisa Gianluigi Pacini Battaglia, Global Strategy Manager di Consulcesi Tech, la tecnologia Blockchain “consentirà ai medici di poter dimostrare il corretto adempimento dei propri obblighi formativi e di ridurre il rischio professionale. Verrà certificato l’intero percorso formativo: dall’iscrizione al corso fino al rilascio della certificazione di avvenuto completamento, passando per la registrazione del test finale. Questa esperienza è in corso di sperimentazione in Albania con il progetto lanciato lo scorso 22 maggio e già diventato un nuovo benchmark internazionale per l’e-learning”.

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