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Salute: Valeriani (B.Gesù), ‘per bambini con sclerosi multipla aspettativa vita buona’

Roma, 1 lug. (Adnkronos Salute) – Nella maggior parte dei casi colpisce giovani tra i 20 e 40 anni, ma la sclerosi multipla non risparmia bambini e adolescenti. Secondo l’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) la malattia esordisce in età pediatrica nel 5-10% dei casi totali. Due le forme di sclerosi multipla pediatrica: ‘infantile’, che si manifesta prima dei 12 anni di età, e ‘adolescenziale’ che fa la sua comparsa tra i 12 e i 18 anni. “Il rischio di esordio della malattia è superiore durante la pubertà, mentre risulta molto raro al di sotto dei 10 anni di età. Fortunatamente, grazie ai farmaci cosiddetti ‘modificanti’, oggi l’ aspettativa dei pazienti con sclerosi multipla, sia bambini che adulti, in termini di qualità di vita è assolutamente buona. Abbiamo la possibilità di fermare la malattia”. Così Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro Sclerosi multipla dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma in un’intervista pubblicata sul sito di ‘Alleati per la Salute’ (www.alleatiperlasalute.it).

Su ‘Alleati per la Salute’, portale dedicato all’informazione medico-scientifica realizzato da Novartis Italia, l’esperto fa il punto sui nuovi farmaci per il trattamento della sclerosi multipla in età pediatrica, patologia che fa la sua comparsa con sintomi diversi, a seconda delle regioni interessate del cervello o del midollo spinale. I più frequenti sono: disturbi sensitivi e motori, disturbi della visione (sdoppiamento della vista) o nella deambulazione.

“Nel bambino – ricorda Valeriani – inoltre possono essere presenti sintomi particolari quali sonnolenza, cefalea, crisi epilettiche o disturbi cognitivi che rendono più difficile la diagnosi, poiché sono simili ai sintomi che caratterizzano un’altra malattia dei bambini, ovvero l’encefalomielite acuta disseminata”.

Le manifestazioni cliniche sono piuttosto eterogenee. “Ad esempio, ci possono essere – continua Valeriani – uno strabismo acuto o una paresi facciale. Abbastanza comune è l’esordio con la perdita della vista da un occhio o da entrambi. In alcuni casi, invece, il paziente ha difficoltà a camminare o a muovere uno o più arti e avverte dei formicolii, ovvero le ‘parestesie’ in una parte del corpo”. La comparsa, nel giro qualche ora, di uno di questi sintomi “deve indurre la famiglia a sottoporre il bambino o la bambina a una valutazione neurologica in tempi brevi” raccomanda Valeriani secondo il quale “le cause della malattia, anche nella sua forma pediatrica, non sono ancora note. Invece – afferma il neurologo – conosciamo meglio i meccanismi patogenetici della malattia in cui c’è una vera e propria aggressione del sistema immunitario diretta contro il sistema nervoso centrale”.

La diagnosi di sclerosi multipla pediatrica, così come avviene per l’adulto, viene formulata dal neurologo sulla base della sintomatologia riportata dal paziente, dall’esame neurologico e dei risultati degli esami strumentali e di laboratorio. “Fra questi – sottolinea Valeriani – la risonanza magnetica dell’encefalo e del midollo spinale con o senza mezzo di contrasto e l’esame chimico, microbiologico e immunologico del liquor, mediante puntura lombare. Una volta raggiunta la diagnosi definitiva, se il paziente continua a presentare una sintomatologia neurologica, lo si sottopone a terapia corticosteroidea ad alte dosi”.

Tale trattamento – ancora Valeriani – “ha primariamente un’azione antiinfiammatoria e serve alla regressione dei sintomi neurologici. Tuttavia, i farmaci corticosteroidei non bloccano la progressione della malattia, caratterizzata dalla comparsa di nuove aree di infiammazione, le quali possono essere causa di sintomi. Per fortuna però, esistono diversi trattamenti farmacologici, definiti come “modificanti il decorso di malattia”, i quali ostacolano i meccanismi patogenetici che portano alla recidiva dei sintomi neurologici e infine alla comparsa di disabilità permanenti”.

Grazie a tali farmaci oggi le aspettative dei pazienti con sclerosi multipla, sia bambini che adulti, in termini di qualità di vita sono radicalmente cambiate negli ultimi 20 anni. “Il loro destino è diverso rispetto a qualche anno fa – sottolinea il responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove sono seguiti circa 50 pazienti – perché abbiamo farmaci che riescono a stabilizzare la malattia e a evitare che si formino nuove aree di infiammazione e quindi la comparsa di sintomi che, a lungo andare, possono portare a disabilità. L’aspettativa dei piccoli pazienti con una diagnosi di sclerosi multipla è assolutamente buona, ormai abbiamo la possibilità di fermare la malattia”.

Nei bambini e negli adolescenti con sclerosi multipla “è stato dimostrato – aggiunge Valeriani – che il decadimento cognitivo può manifestarsi anche indipendentemente dalla comparsa di sintomi motori e/o sensitivi e anche in presenza di un quadro lesionale, alla risonanza magnetica, stabile. Pertanto, il follow-up cognitivo dei pazienti pediatrici con sclerosi multipla è straordinariamente importante, perché permette di evidenziare in maniera tempestiva questa subdola progressione della malattia e, quindi, di intervenire efficacemente”. L’intervento completo dell’esperto è disponibile su: https://www.alleatiperlasalute.it/diagnosi/la-sclerosi-multipla-eta-pediatrica.


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