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Salute: studio Cnr, mercurio in acque minerali italiane sotto la soglia

Roma, 21 mag. (AdnKronos Salute) – Livelli di mercurio sotto la soglia nelle acque in bottiglia in vendita nel nostro Paese. A rassicurare i consumatori, e non solo, è uno studio coordinato dall’Istituto per la dinamica dei processi ambientali (Idpa) del Consiglio nazionale delle ricerche, pubblicato sulla rivista ‘Chemosphere’. La ricerca, con una tecnica analitica specifica per la determinazione del metallo contaminante, ha confermato i livelli trascurabili per la salute della popolazione. “I dati raccolti forniscono informazioni fino ad oggi assenti, confermando i livelli trascurabili di concentrazioni di mercurio (Hg) nelle acque in bottiglia italiane, circa mille volte inferiori rispetto al valore limite di 1 microgrammo per litro previsto dalla Direttiva europea 2003/40/Ce”, spiega Massimiliano Vardè del Cnr-Idpa.

“Nel biennio 2014-2016 sono state raccolte e analizzate in laboratorio, con una tecnica analitica specifica per la determinazione del mercurio (Hg) in ultra-tracce, 244 acque confezionate in bottiglia di 164 marche, rappresentanti il 64% dell’intero mercato italiano”, riferisce ancora Vardè. “Il mercurio è uno dei contaminanti più dannosi e indesiderabili, in particolare nell’ambiente acquatico. L’esposizione ad esso, anche a basse dosi – spiega il ricercatore – induce effetti avversi sul sistema nervoso centrale del feto, del bambino e dell’adulto e provoca, inoltre, significativa tossicità renale ed epatica, diminuzione della fertilità, alterazioni del sistema immunitario e danni al sistema cardiovascolare”.

Oltre alla valutazione della qualità dell’acqua rispetto all’elemento tossico, la ricerca – condotta in collaborazione con l’Istituto di nanotecnologia (Cnr-Nanotec), l’Università della Calabria (Unical), le università Sapienza di Roma, degli Studi di Ferrara, Ca’ Foscari di Venezia e Magna Graecia di Catanzaro – ha fornito importanti indicazioni in merito all’origine del mercurio nelle acque sotterrane.

“Ha messo in luce infatti – aggiunge Vardè – una relazione diretta fra le concentrazioni di Hg misurate e le caratteristiche litologiche degli acquiferi e quindi ai processi di interazione acqua-roccia innescati durante il deflusso profondo. E’ stata osservata una correlazione diretta dei livelli di Hg in acquiferi di aree di origine vulcanica e nei siti geotermici e minerari (estrazione di metalli), dimostrando come in queste aree vi siano condizioni favorevoli in termini di disponibilità e mobilità dell’elemento. L’approccio proposto può rappresentare così un’alternativa economica per ottenere una prima indicazione sulla chimica del mercurio nelle acque sotterrane su scala nazionale”.

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