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Salute: studio, a rischio se non si completano nemmeno 10 flessioni

Roma, 18 feb. (AdnKronos Salute) – Da sempre considerate una sorta di ‘prova del 9’ della virilità, le flessioni sono considerate oggi dalla scienza un vero e proprio indicatore di salute: secondo un nuovo studio dell’università di Harvard (Usa), pubblicato sulla rivista ‘Jama Network Open’, gli uomini di mezza età che non riescono a completare 10 flessioni consecutive hanno un rischio significativamente maggiore di infarti o ictus. Mentre essere in grado di fare più di 40 flessioni si associa a una riduzione del 97% del rischio di malattie cardiovascolari nei prossimi 10 anni.

Lo studio – riporta l”Independent’ – ha sfruttato i dati dei test di idoneità di oltre 1.000 vigili del fuoco nello Stato americano dell’Indiana, che si sono arruolati tra il 2000 e il 2007, oltre alle loro successive cartelle cliniche. Gli uomini avevano un’età media di 39,6 anni e un indice di massa corporea Bmi di 28,7 (quindi sovrappeso), ma erano tutti fisicamente attivi. Anche a seconda delle diverse età (dai 21 ai 66 anni) e dei differenti pesi dei partecipanti alla ricerca, il team di scienziati ha rilevato un legame tra il fare più flessioni possibili e un buono stato di salute a lungo termine. In particolare, essere in grado di completare tra 21 e 30 flessioni equivale a una riduzione di circa un quarto del rischio di malattie come la coronaropatia o l’insufficienza cardiaca, rispetto a chi non riusciva a piegarsi sulle braccia nemmeno 10 volte di seguito.

“I nostri risultati dimostrano che la capacità di fare flessioni potrebbe essere un metodo semplice e gratuito per aiutare a valutare il rischio di malattie cardiovascolari in quasi tutte le condizioni”, dice l’autore dello studio Justin Yang, della Th Chan School of Public Health di Harvard. “Sorprendentemente, la capacità di ‘flettersi’ sulle braccia risulta più fortemente associata al rischio di malattia cardiovascolare rispetto ai risultati dei test ottenuti con un tapis roulant”.

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