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Salute: Ocse, obesità farà 90 mln morti nei prossimi 30 anni

Roma, 11 ott. (AdnKronos Salute) – Chili di troppo killer. Le malattie legate all’obesità provocheranno circa 90 milioni di morti nei Paesi Ocse nei prossimi 30 anni e ridurranno l’aspettativa media di vita di circa tre anni. Non solo: l’obesità e le patologie correlate riducono il Pil del 3,3% nei paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e pesano fortemente sulle tasche delle persone per circa 360 dollari pro capite all’anno. E’ quanto emerge da un Rapporto Ocse. Secondo il Report intitolato “The Heavy Burden of Obesity – The Economics of Prevention” più di metà della popolazione di 34 dei 36 paesi dell’Ocse è in sovrappeso, e quasi una persona su quattro è obesa. I tassi medi di obesità negli adulti sono aumentati dal 21% nel 2010 al 24% nel 2016, il che significa che altri 50 milioni di persone sono ora obese.

A pagare il prezzo più alto per l’obesità sono i bambini, perché è emerso che quelli in sovrappeso vanno meno bene a scuola, hanno maggiori probabilità di saltare giornate di lezioni e hanno meno probabilità di completare l’istruzione superiore. Non solo: mostrano anche una minore gioia di vivere e hanno una probabilità tre volte maggiore di essere vittime di bullismo, il che a sua volta può contribuire a ridurre le prestazioni scolastiche.

Gli adulti obesi – prosegue impietoso il report Ocse – hanno un rischio maggiore di malattie croniche, come il diabete, e una ridotta aspettativa di vita. Nella Ue a 28, donne e uomini appartenenti a una fascia di reddito più bassa hanno, rispettivamente, il 90% e il 50% in più di probabilità di essere obesi, rispetto a quelli con i redditi più alti, rafforzando così le disuguaglianze economiche. Le persone con almeno una malattia cronica associata al sovrappeso, inoltre, hanno l’8% di probabilità in meno di trovare lavoro l’anno successivo e, quando hanno un lavoro, rischiano fino al 3,4% in più di assentarsi o essere meno produttivi.

“E’ urgente aumentare gli investimenti per ridurre l’ obesità e promuovere stili di vita corretti – afferma il segretario generale dell’ Ocse Angel Gurria -. Questi risultati illustrano chiaramente la necessità di migliori politiche sociali, sanitarie ed educative che conducano a una migliore qualità della vita. Investendo nella prevenzione, i responsabili politici possono frenare l’avanzamento dell’obesità per le generazioni future, con benefici sull’economia. Non ci sono più scuse per non agire”.

I paesi Ocse spendono già l’8,4% del loro bilancio sanitario complessivo per la cura delle malattie legate all’obesità, pari a circa 311 miliardi di dollari (209 dollari pro capite all’anno). E ancora: l’obesità è responsabile del 70% di tutta la spesa per la cura del diabete, del 23% di quella per le malattie cardiovascolari e del 9% per i tumori.

L’analisi Ocse rileva che investire in iniziative quali una migliore etichettatura dei prodotti alimentari o la regolamentazione della pubblicità di alimenti non salutari per i bambini può generare notevoli risparmi. Ogni dollaro investito nella prevenzione dell’obesità – secondo il rapporto – genererebbe un ritorno economico fino a sei dollari.

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