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Salute: maxi-studio, moderno stile di vita rurale causa obesità

Roma, 9 mag. (AdnKronos Salute) – Stile di vita urbano assolto, almeno per questa volta: l’obesità sta infatti aumentando più rapidamente nelle aree rurali del mondo rispetto alle città, secondo un nuovo studio sulle tendenze globali dell’indice di massa corporea (Bmi). Una ricerca condotta dall’Imperial College di Londra e pubblicata su ‘Nature’, che ha messo sulla bilancia (analizzando i dati relativi all’altezza e al peso) oltre 112 milioni di adulti nelle aree urbane e rurali di 200 Paesi tra il 1985 e il 2017, Italia inclusa.

Altezza e peso possono essere utilizzati per calcolare il Bmi, che dice se un individuo ha un peso sano per la sua altezza. Lo studio, che coinvolge una rete di oltre 1.000 ricercatori in tutto il mondo, ha rilevato che dal 1985 al 2017 l’indice di massa corporea è aumentato di una media di 2 kg/m2 nelle donne e di 2,2 kg/m2 negli uomini a livello globale, equivalenti a 5-6 kg in più a persona. Oltre la metà dell’aumento globale registrato in questi 33 anni è dovuto alla crescita del Bmi nelle zone rurali. E in alcuni Paesi a basso e medio reddito, le campagne sono responsabili di oltre l’80% dell’aumento.

Un trend che ha cambiato il peso degli abitanti delle zone rurali e di quelle urbane. Se nel 1985 uomini e donne che vivevano in città in oltre tre quarti dei Paesi avevano un Bmi più elevato rispetto alle loro controparti di campagna, nel tempo il divario si è ridotto o addirittura invertito.

“I risultati di questo grande studio globale ribaltano le percezioni comuni secondo cui l’aumento delle persone che hanno scelto di vivere nelle città è la causa principale della crescita globale dell’obesità”, spiega l’autore senior del lavoro, Majid Ezzati dell’Imperial’s School of Public Health. “Ciò significa che dobbiamo ripensare a come affrontiamo questo problema di salute globale”. Il team ha riscontrato inoltre importanti differenze tra Paesi ad alto, medio e basso reddito. Nei Paesi ricchi, ad esempio, lo studio ha mostrato che l’indice di massa corporea è risultato generalmente più elevato nelle zone rurali dal 1985, soprattutto per le donne. I ricercatori suggeriscono che ciò sia dovuto agli svantaggi sperimentati da coloro che vivono fuori città: reddito e istruzione inferiori, disponibilità limitata e prezzo più elevato di cibi sani, ma anche meno strutture per lo svago e lo sport.

“Le discussioni sulla salute pubblica tendono a concentrarsi sugli aspetti negativi della vita nelle città”, afferma Ezzati. “In effetti, le città offrono una vasta gamma di opportunità per un’alimentazione migliore, o per fare più attività fisica”. Nel frattempo la vita in campagna è cambiata, l’agricoltura si è meccanizzata e si è diffuso un maggiore uso delle automobili, elementi positivi che però comportano anche un minore dispendio energetico e maggiori spese per il cibo, che rischia di essere processato e di bassa qualità.

E l’Italia? A livello nazionale, il Bmi è leggermente diminuito tra il 1985 e il 2017 tra le donne in 12 Paesi europei: Grecia, Spagna, Lituania, Repubblica Ceca, Italia, Portogallo, Serbia, Francia, Malta e nella zona dell’Asia Pacifico (Nauru, Singapore e Giappone). Tra gli uomini il Bmi è aumentato in tutti i Paesi, con i risultati maggiori in Bahrain, Perù, Cina, Repubblica Dominicana e Stati Uniti.

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