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Salute: lo studio, 80% giovanissimi vorrebbe figli prima dei 30 anni

Roma, 19 feb. (AdnKronos Salute) – Solo il 7% degli adolescenti italiani pensa di non avere figli nel suo futuro, mentre quasi l’80% vorrebbe avere dei bambini prima dei 30 anni. Andando avanti con l’età, gli studenti universitari (circa 22 anni) pensano che la finestra di tempo ideale per diventare genitori sia tra i 26 e i 30 anni. Infine, gli adulti: più della metà (55%) dichiara di non essere intenzionato ad avere figli; anche considerando solo coloro che non hanno figli (né propri, naturali o adottivi, né del partner) questa quota, seppur più contenuta, non è trascurabile: quasi 1/3 delle persone senza figli (31%) dichiara di non volerne neppure in futuro.

E’ la fotografia scattata dallo Studio nazionale fertilità promosso dal ministero della Salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità, presentato oggi a Roma. Le interviste hanno riguardato adolescenti, studenti universitari e adulti in età fertile. Le motivazioni per rinunciare o rinviare la nascita di un figlio fra gli adulti (18-49 anni), escludendo dalla stima le persone senza un partner o che riferiscono problemi di fertilità, sono legate principalmente a fattori economici e lavorativi e all’assenza di sostegno alle famiglie con figli (41%), seguiti da quelli collegati alla vita di coppia (26%) o alla sfera personale (19%); infine ci sono problemi di salute (17%) o legati alla gestione della famiglia (12%).

Sempre fra gli adulti, le risposte mostrano che non c’è piena consapevolezza del ruolo giocato dall’età nella fertilità biologica femminile e ancor più nella capacità riproduttiva maschile. Infatti solo il 5% del campione è consapevole che le possibilità biologiche per una donna di avere figli iniziano a ridursi già dopo i 30 anni; una buona parte, 27%, pensa che questo accada intorno ai 40-44 anni.

La consapevolezza che l’età giochi un ruolo importante anche per la fertilità biologica maschile sembra persino minore di quanto è emerso per la fertilità femminile: nove persone su dieci (87%) forniscono una risposta assolutamente inadeguata (oltre i 45 anni) o non sanno dare alcuna indicazione.

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