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Salute: Asl Roma 1, degrado sì, ma rifiuti domestici non sono pericolosi

Roma, 8 gen. (Adnkronos Salute) – “L’anno che si è appena concluso è stato evidentemente caratterizzato dalla crisi del sistema di gestione dei rifiuti urbani a Roma, che è venuta fuori con molta forza, con momenti di esacerbazione soprattutto a gennaio e a luglio 2019. Ma ci tengo a sottolineare che si tratta di rifiuti urbani, non sono pericolosi, tossici, si pensi che fino a poche ore prima si trovavano nelle nostre case. Sono quindi inerti per quanto riguarda il rischio sanitario”. A sottolinearlo all’AdnKronos Salute, tornando sulla situazione rifiuti nella Capitale, è Enrico Di Rosa, direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl Roma 1.

“E’ chiaro che alcune situazioni sono molto, molto critiche – ricorda – ma dal punto di vista della salute, il rischio sanitario si configura come abbastanza basso. Sicuramente c’è un degrado evidente e precarietà igienica. Sono situazioni deprecabili, ma che non si configurano come rischio sanitario, a parte qualche limitato caso, anche in qualche scuola, dove siamo intervenuti. Ci tengo a dirlo: è un sistema che funziona male, ma dal punto di vista dell’emergenza sanitaria non c’è alcun allarme e tranquillizzerei i cittadini. Il sistema è gravemente carente e disfunzionale, ma le conseguenze più fastidiose, soprattutto quando c’è accumulo di materiale organico, sono il cattivo odore, il disagio e lo stress. Ma di sicuro non dobbiamo rassegnarci a vivere in una città con questo livello di degrado, l’attenzione da parte nostra è alta e gli sforzi continui”.

“Dicembre 2019, tutto sommato – evidenzia l’esperto – è andato meglio di quanto mi aspettassi, ricordando dicembre 2018 in cui abbiamo avuto il doppio delle segnalazioni rispetto all’anno precedente. Per quest’anno stiamo ancora valutando, ma le segnalazioni non appaiono aumentate. Certo, sono tante, ma non in aumento. Anche gennaio è sempre un mese critico, soprattutto in alcune zone dove le situazioni problematiche si ripetono costantemente, come l’area di viale Somalia o la Balduina e vedremo come andrà questo mese”.

Nel frattempo, l’invito ai cittadini è quello di “contattare in prima battuta l’Ama – dice Di Rosa – ma se non si riceve risposta o il problema non si risolve si può chiamare la Asl: per quanto possibile cerchiamo di verificare di persona le situazioni più sensibili e di risolverle con la collaborazione dei romani, che sono diventati molto bravi a inviare segnalazioni ben dettagliate, con foto e ogni informazione utile per noi ad agire”.

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