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Salute: 90% italiani tra 15-24 anni è online, Unicef contro cyberbullismo

Roma, 5 feb. (AdnKronos Salute) – In Italia il 90,2% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è online, l’89,8% delle ragazze 90,6% dei ragazzi. Lo rivela l’Unicef Italia in occasione del ‘Safer Internet Day’, la giornata dedicata ai pericoli online di violenza, cyberbullismo e molestie digitali. A livello globale il 70,6% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è online “e questo richiede azioni concordate per affrontare e prevenire la violenza contro i giovani e i bambini online”, sottolinea l’Unicef. Per il ‘Safer Internet Day’, l’Unicef sta invitando tutti, giovani e adulti, “ad essere gentili online, chiedendo un’azione più ampia per rendere internet un posto più sicuro per ognuno” e “un maggior impegno per prevenire gli atti di bullismo online, la nostra sfida più importante e impegnativa”.

“Le vittime di cyberbullismo hanno più probabilità di utilizzare alcool, droghe e saltare la scuola rispetto agli altri studenti. Hanno anche maggiori probabilità di conseguire voti più scarsi, avere bassa autostima e problemi di salute. In situazioni estreme, il cyberbullismo ha portato al suicidio”, sottolinea l’Unicef Italia. “Su 80 paesi presi in esame, quelli con i giovani tra i 15 e i 24 anni meno connessi sono: Nigeria con il 4,6%, Bangladesh 11,8%, Pakistan 18,5%, Zimbabwe 25% e Kenya con il 29,7% – ricorda l’Unicef Italia – Al lato opposto, i paesi con i giovani tra i 15 e i 24 anni più connessi sono: Finlandia, Islanda, Lussemburgo, Malta e Slovenia con il 100%, Il Regno Unito e la Corea del Sud 99,8%. Il Portogallo e la Germania registrano il 99%, la Spagna 98%, la Francia il 97% e gli Stati Uniti l’85,2%.

“Internet deve essere uno strumento a disposizione dei giovani, a prescindere dal loro livello di reddito. Secondo l’Itu/Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, mentre nei paesi più ricchi il 94% dei giovani tra i 15 ei 24 anni è online, nei paesi più poveri risulta connesso più del 65% dei giovani – sottolinea il report – Si tratta di un passo avanti rispetto al ritmo di utilizzo di Internet da parte della popolazione a livello generale. Nel mondo, metà del totale delle persone, a prescindere dall’età, è online. Questa crescita della popolazione online però comporta sempre più rischi”. Secondo i dati Unesco sulla prevalenza del cyberbullismo nei paesi ad alto reddito, la percentuale di bambini e adolescenti colpiti dal cyberbullismo varia tra i 5% e il 21%, le ragazze sembrano avere maggiori probabilità di subire cyberbullismo rispetto ai ragazzi.

L’appello realizzato in occasione del ‘Safer Internet Day’ è stato lanciato a seguito di un sondaggio tra i giovani, che in 5 settimane ha ricevuto più di 1 milione di risposte da più di 160 paesi e suggerimenti attraverso l’iniziativa svolta in tutto il mondo #ENDviolence Youth Talks, condotta da studenti. “I giovani hanno fornito risposte interessanti – ha ricordato l’Unicef – su ciò che loro e i loro genitori, insegnanti e politici possono fare per tenerli al sicuro – la gentilezza è spiccata come una delle azioni più potenti per prevenire il bullismo e il cyberbullismo”.

“Abbiamo ascoltato i bambini e i giovani del mondo e ciò che dicono è chiaro: internet deve diventare un luogo pieno di gentilezza. Per questo, per il ‘Safer Internet Day’, stiamo invitando tutti, giovani e adulti, ad essere gentili online, chiedendo un’azione più ampia per rendere Internet un posto più sicuro per ognuno – rimarca l’Unicef – A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della legge sul contrasto del cyberbullismo (L.71/17), approvata in via definitiva dal Parlamento italiano il 17 maggio 2017, auspichiamo una piena attuazione soprattutto in materia di prevenzione”. In particolare, l’Unicef chiede che venga “implementato il Piano di azione per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, previsto dall’art. 3 della stessa legge”, ha sottolineato Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia.

In Italia – sempre in tema di prevenzione, l’Unicef Italia ha dedicato una particolare attenzione al tema del bullismo e del cyberbullismo elaborando uno specifico kit didattico per le scuole dal titolo ‘Non perdiamoci di vista’ (www.unicef.it/scuola). Attraverso questo kit, l’Unicef Italia vuole “accrescere la consapevolezza dei rischi legati a bullismo e al cyberbullismo con la realizzazione di percorsi educativi che consentano ai ragazzi di sviluppare empatia e solidarietà attraverso una riflessione sul modo in cui costruiscono e vivono le loro relazioni”.

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