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‘Riconoscimento a vaccini Covid sarebbe stato troppo scontato, contrario a filosofia Accademia’

Roma, 4 ott. (Adnkronos Salute) – Quella di David Julius e Ardem Patapoutian “è una grande scoperta”, che si è meritata “non a caso” il premio Nobel per la Medicina o la Fisiologia 2021. Parola di Ketty Peris, presidente della Società italiana di dermatologia medica, chirurgica estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), che commenta all’Adnkronos Salute l’assegnazione del riconoscimento ai due scienziati che hanno scoperto i recettori della sensibilità al tatto e alla temperatura. “Io credo che sia importante che” i conferitori del Nobel “abbiano accomunato e non separato la medicina e la fisiologia”, osserva la dermatologa, perché la scoperta “ha tanti risvolti. Può diventare una ricerca traslazionale che può avere un impatto in tanti campi della medicina: dall’ustione al dolore cronico fino al prurito, che sono cose che veramente impattano sulla qualità di vita e di relazione di una persona”.

“Julius – ricorda la specialista – in un lavoro pubblicato su ‘Pnas’ nel 2018 ha anche traslato questa ricerca sulla dermatite atopica, spiegando che poteva essere importante anche per una patologia cutanea. Infatti proprio Julius ha riscontrato il contributo di una proteina transmembrana, nei topi e negli uomini, che potrebbe essere importante nella dermatite atopica perché implicata nel sistema sensitivo neuronale. E quindi la perdita di questa proteina nei cheratinociti è quella che determinerebbe il grattamento nei pazienti affetti da dermatite atopica, che è sicuramente una malattia estremamente complessa, però devo dire che un piccolo risvolto pratico” queste ricerche “nella cute lo hanno dato”.

Si aspettava un Nobel per i vaccini anti-Covid? “No, troppo scontato – risponde Peris – non fa parte della filosofia del Nobel. Poi magari tra ‘X’ anni lo daranno agli scienziati del Covid, chi lo sa. Ma è proprio insito nell’istituzione del Nobel non dare mai riconoscimenti a una scoperta tanto fresca, anche perché – evidenzia la presidente dei dermatologi Sidemast – c’è bisogno di tanta letteratura, di tanta mole e robustezza” di dati prima di ricevere il riconoscimento.

“Sono persone – conclude riferendosi ai vincitori del premio per la Medicina – che da una vita si dedicano a questo, pubblicando sulle riviste più prestigiose della scienza”.


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