Ricerca e università

Ricercatori parmigiani sulla prestigiosa rivista dell’American Academy of Pediatrics

Cambiamento improvviso del colorito e della reattività del lattante, associati a difficoltà o blocco del respiro: sono questi i sintomi dell’ALTE (Apparent Life Threatening Event – “evento che sembra mettere a rischio la vita”), una condizione relativamente frequente che colpisce in particolare nei primi 2-3 mesi di vita. Le basi biologiche ed i meccanismi patogenetici sottesi a questa sintomatologia sono da alcuni anni al centro degli studi di un gruppo interdisciplinare di ricercatori parmigiani. Recentemente sono stati pubblicati su Pediatrics, la prestigiosa rivista scientifica internazionale in ambito pediatrico, i risultati del progetto di ricerca realizzato presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, coordinato da Cinzia Magnani, direttrice della Neonatologia dell’Ospedale Maggiore (presso la quale ha sede il Centro regionale di riferimento per il monitoraggio e lo studio delle cause della morte in culla) e svolto in collaborazione con Francesco Nonnis Marzano e Laura Filonzi del Dipartimento di Biologia evolutiva e funzionale dell’Università degli Studi .Il progetto di ricerca, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, era volto ad aumentare le conoscenze sulle cause dell’ALTE, caratterizzata da sintomi che spaventano moltissimo gli adulti presenti, che tentano di soccorrere il bambino in varie modalità e spesso decidono di condurlo al Pronto soccorso. All’arrivo in ospedale nella metà dei casi la causa non viene identificata, la sintomatologia sembra risolta, ma rimane il timore che l’evento si possa ripetere. In alcuni casi i pazienti sono seguiti a domicilio dagli specialisti dell’Ospedale Maggiore, grazie anche al sostegno dell’Azienda Usl.

 

Lo studio ha permesso di acquisire risultati importanti sulle caratteristiche genetiche di bambini affetti da ALTE idiopatica (senza causa evidente), individuando caratteristiche funzionali e molecolari simili a quelle evidenziate in bambini deceduti per SIDS.

 

Il protocollo metodologico di approccio a questo tipo di sintomatologia è già stato inserito nelle linee guida nazionali redatte da un gruppo di esperti e verranno presentate per la prima volta in Italia a Parma nell’ambito di un convegno in programma il prossimo 21 settembre, organizzato in collaborazione con il direttore del Dipartimento Materno-infantile del Maggiore Gian Luigi de’ Angelis. Interverranno specialisti provenienti dai più importanti ospedali pediatrici nazionali.

I risultati del gruppo di ricerca parmigiano saranno presentati alla comunità internazionale anche nel corso del prossimo convegno mondiale sulla sopravvivenza infantile di Baltimore (USA), in programma dal 5 al 7 ottobre.

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