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Ricerca: studio italiano, caffeina rende più veloce la lettura

Roma, 4 ott. (AdnKronos Salute) – Nuovo punto a favore della tazzina di caffè. Molto spesso sotto la lente dei ricercatori per studiarne benefici e controindicazioni, la caffeina, uno degli ingredienti psicoattivi più consumati al mondo e consumi da circa 1,6 miliardi di tazze di caffè al giorno, ‘guadagna’ un’altra virtù: due ‘espresso’ al dì sono in grado di far aumentare la velocità di lettura di un testo. E’ quanto scoperto da ricercatori delle università di Padova, Firenze e Bergamo, autori di un articolo (‘Caffeine improves text reading and global perception’) pubblicato sul ‘Journal of Psychopharmacology’.

A livello percettivo – si legge in una nota dell’università padovana – la caffeina sembra migliorare la percezione globale di una scena visiva. Percezione globale – controllata principalmente dai circuiti attenzionali dell’emisfero destro – che risulta causalmente connessa alle capacità di lettura. Non a caso, infatti, in persone con difficoltà di lettura, i training comportamentali che migliorano le abilità di percezione globale risultano migliorare anche le capacità di lettura. A livello linguistico, il consumo di caffeina sembra migliorare le prestazioni nelle attività di ragionamento semantico.

“Per queste ragioni abbiamo ipotizzato che l’assunzione di caffeina, facilitando la percezione globale e il ragionamento semantico, avrebbe potuto migliorare anche le prestazioni in specifici compiti di lettura”, spiega Sandro Franceschini del Dipartimento di Psicologia generale dell’università di Padova e primo autore della ricerca.

Dai risultati di due studi in doppio cieco che hanno coinvolto 78 persone, i ricercatori hanno dimostrato che, “in coloro che quotidianamente consumano basse o normali quantità di caffeina, una singola dose di 200 mg di questa sostanza (circa due caffè espressi) accelera la velocità di lettura del testo”, riferisce Franceschini.

“E’ importante sottolineare – precisa Sara Bertoni del Dipartimento di Psicologia generale dell’università di Padova – che i miglioramenti nelle capacità di lettura erano accompagnati da un cambiamento nella percezione globale degli stimoli visivi, senza che fosse rilevato alcun effetto sulle funzioni di allerta, sulle abilità di orientamento dell’attenzione, sulle funzioni esecutive o fonologiche, dimostrando la presenza di una connessione specifica tra la rapidità nella lettura del testo e i meccanismi attenzionali dell’emisfero destro, coinvolti nell’esecuzione di compiti semantici e nella percezione visiva globale”. “Inoltre – aggiunge Matteo Lulli del Dipartimento di Scienze biomediche, sperimentali e cliniche ‘Mario Serio’ dell’università di Firenze – in questo studio dimostriamo l’importanza paradossale di una piccola privazione del sonno per ottenere maggiori effetti benefici della caffeina. Con una deprivazione di sonno di due ore, bere due caffè porta a leggere un breve testo risparmiando circa sei secondi”.

Questi risultati – conclude la nota – potrebbero avere grandi implicazioni per una migliore comprensione dei disturbi della lettura e di altri disturbi del neurosviluppo caratterizzati da un deficit di percezione globale.

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