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Ricerca: premio Fondazione Bracco-PoliMi riporterà in Italia giovane cervello

Milano, 25 feb. (AdnKronos Salute) – AAA cercasi giovane scienziato italiano al lavoro all’estero, mente brillante da riportare nel Belpaese. Segni particolari: deve essere “capace di alimentare l’innovazione” e di “contribuire a creare un centro di competenza unico nel panorama tricolore” nel settore della ‘chimica in flusso’, in grado di diventare polo di attrazione per altri giovani esperti di questo ambito che ‘strizza l’occhio’ alle esigenze della medicina di precisione e anche alla sostenibilità ambientale delle produzioni del futuro. Il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, e Diana Bracco, presidente della Fondazione e del Gruppo Bracco, descrivono così la missione del premio dedicato alla memoria dello scienziato Ernst Felder, “luminare nel campo dell’imaging diagnostico”, presentato oggi nel capoluogo lombardo. Un progetto che vede fianco a fianco queste due realtà e che rappresenta “un nuovo modo di interpretare il rapporto tra università e impresa”, aggiunge Resta.

Il valore complessivo messo in campo è di un milione di euro, per un progetto quinquennale. La call internazionale è rivolta a giovani studiosi di nazionalità italiana che stanno svolgendo all’estero da almeno un triennio attività didattica o di ricerca post dottorale nel settore della chimica di processo e in particolare della microfluidica in campo farmaceutico. “Oggi stiamo mettendo un seme – evidenzia Resta – perché la ricerca non si fa con un ‘uomo solo’: si deve costruire un centro di competenza, una scuola. E questo indirizzerà il Politecnico e gli investimenti che farà, perché al fianco di questo luminare che verrà dovremo creare pian piano laboratori, personale, dottorandi, tesisti affinché si crei un gruppo di ricerca”.

Il progetto, aggiunge Bracco sottolineando il valore affettivo di questo premio “non solo per l’azienda, ma anche per la famiglia”, “impreziosisce la nostra iniziativa ‘Diventerò’ dedicata ad accompagnare giovani di talento nel loro percorso. Ne abbiamo premiati finora 470. Questo premio – ribadisce – celebra inoltre la memoria di un grande scienziato scomparso l’anno scorso all’età di 98 anni, un uomo che ha contribuito a portare il Gruppo Bracco alla frontiera dell’imaging diagnostico. A lui dobbiamo la straordinaria invenzione anni ’70 dello iopamidolo, mezzo di contrasto non ionico che ha rivoluzionato la diagnostica per immagini a livello mondiale”.

“Oggi il mondo delle imprese è sempre più un partner, ci aiuta a disegnare nuove lauree e modelli di formazione e diventa protagonista del reclutamento di scienziati in Italia, un Paese dove si fa, si può e si deve fare ricerca. Non un Paese al traino della ricerca internazionale”, ragiona Resta. Dall’altro lato, aggiunge, “l’università deve dare risposte concrete alle esigenze di innovazione di imprese e istituzioni, ritagliarsi un ruolo attivo nei grandi processi di trasformazione che stiamo vivendo. Il Politecnico vuole essere riconosciuto dal tessuto produttivo e dalle istituzioni come polo di attrazione del capitale umano e ha bisogno di una comunità che senta con noi la responsabilità di un sistema necessario per competere con realtà internazionali”.

La call, nata dalla collaborazione tra Fondazione Bracco e Bracco Imaging con il Politecnico di Milano e la Fondazione Politecnico, si chiuderà il 2 maggio. “L’iniziativa genererà nuova conoscenza e permetterà a giovani di valore di sviluppare ricerca di punta, consolidando il rapporto tra il sistema della ricerca a livello internazionale e il mondo imprenditoriale, missione strategica della Fondazione Politecnico di Milano”, sottolinea il presidente Gianantonio Magnani. “Negli ultimi anni il valore annuo dei progetti gestiti dalla Fondazione ha raggiunto quota 90 milioni di euro, di cui due terzi finanziati con bandi Ue, nazionali e regionali”. Sotto l’ala di questa realtà, ricorda, “a fine dicembre si contavano oltre 110 start-up”.

Oggi sempre di più, osserva Resta, “il tema della salute e della medicina non potrà essere svincolato dai temi dei big data e del data analytics, da quelle che sono le nuove frontiere della biochimica, elementi che disegneranno tra l’altro anche l’intelligenza artificiale, in un’unione incredibile. Il Politecnico deve essere pronto per dare il proprio contributo su queste grandi sfide delle scienze della vita e della medicina di precisione. E questo si può fare puntando su alleanze strategiche”. Al lancio del premio era presente anche il figlio di Felder, Eduard, che ha accolto il progetto definendolo come “qualcosa che segue lo spirito di ricercatore che ha animato mio papà”, e ricordando l’importanza “della ricerca applicata” al settore industriale. “Rimarrà viva la sua memoria – conclude – per un’iniziativa pregevole che mi emoziona come figlio, ma penso sia anche oggettivamente positiva per il Paese, visto che si pensa al futuro e a dare i mezzi per fare un salto di qualità, con un lavoro continuativo di anni”.

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