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Ricerca: leggere e scrivere ‘scudo’ contro la demenza

Roma, 14 nov. (Adnkronos Salute) – Leggere e scrivere si rivela uno ‘scudo’ contro la demenza. Nuove ricerche hanno scoperto, infatti, che le persone analfabete, ovvero che non hanno mai imparato a leggere e scrivere, potrebbero avere un rischio quasi tre volte maggiore di sviluppare una demenza rispetto chi è in grado di farlo. E’ quanto emerge da uno studio americano pubblicato su ‘Neurology’. Potrebbe sembrare incredibile nell’era di tablet e smartphone, ma secondo il Dipartimento della Pubblica Istruzione degli Stati Uniti circa 32 milioni di adulti negli States sono analfabeti.

“Essere in grado di leggere e scrivere consente alle persone di impegnarsi in più attività che usano il cervello, come leggere giornali e aiutare figli e nipoti a fare i compiti”, ha detto l’autrice dello studio Jennifer J. Manly, della Columbia University Vagelos College of Physicians di New York. “Ricerche precedenti hanno dimostrato che queste attività possono ridurre il rischio di demenza. Il nostro nuovo studio fornisce ulteriori prove del fatto che leggere e scrivere possono essere fattori importanti per mantenere un cervello sano”.

Lo studio ha esaminato un gruppo di persone con bassi livelli di istruzione che vivevano a Manhattan, nell’area settentrionale. Molti dei protagonisti dello studi sono nati e cresciuti nelle aree rurali della Repubblica Dominicana, dove l’accesso all’istruzione era limitato. La ricerca ha coinvolto 983 persone con un’età media di 77 anni. Ognuno era andato a scuola per quattro anni o anche meno. I ricercatori hanno chiesto ai volontari se avessero mai imparato a leggere o scrivere, dividendoli poi in due gruppi: 237 analfabeti e 746 alfabetizzati.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad esami medici e hanno sostenuto test di memoria e cognitivi all’inizio dello studio e nel corso di una serie di follow-up fissati ogni 18-24 mesi. I test includevano la capacità di ricordare il maggior numero di parole relative a determinate categorie, dalla frutta agli abiti.

I ricercatori hanno scoperto così che fra gli analfabeti 83 persone su 237 (il 35%) soffrivano di demenza all’inizio dello studio. Nell’altro gruppo il dato era di 134 persone su 746, ovvero il 18%. Dopo aver adattato i dati tenendo conto di età, stato socioeconomico e malattie cardiovascolari, è risultato che gli anziani che non sapevano leggere e scrivere avevano una probabilità quasi tre volte maggiore di demenza. Un effetto ‘protettivo’ che si è conservato nel corso degli anni.

Tra i partecipanti cognitivamente sani all’inizio dello studio, infatti, durante il quattro anni dopo il 48% degli analfabeti si era ammalato di demenza, contro il 27% dell’altro gruppo. Dopo gli opportuni aggiustamenti dei risultati, i ricercatori hanno concluso che le persone che non erano in grado di leggere e scrivere avevano il doppio delle probabilità di sviluppare una demenza durante lo studio. Non solo, anche le capacità di linguaggio e di ragionamento sono risultate ridotte negli anziani analfabeti, fin dall’inizio del monitoraggio.

“Il nostro studio ha scoperto inoltre che l’alfabetizzazione era legata a punteggi più alti sulla memoria e nei test cognitivi in generale, non solo ai punteggi di lettura e linguaggio”, ha detto Manly. “Questi risultati suggeriscono che la lettura può aiutare a rafforzare il cervello in molti modi, che a loro volta possono aiutare a prevenire o ritardare l’insorgenza della demenza”. “Anche se hanno solo pochi anni di istruzione alle spalle, le persone che imparano a leggere e scrivere possono beneficiare di vantaggi per tutta la vita rispetto a chi non ha imparato mai”. La ricerca è stata sostenuta dai National Institutes of Health e dal National Institute on Aging.

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