Questo sito contribuisce
alla audience di
Adnkronos Salute e Benessere

Ricerca: cellula capolavoro d’architettura, Ifom a Fall Design Milano City

Milano, 1 ott. (AdnKronos Salute) – “Che si tratti dell’aquila in volo, della quercia ramificata, del ruscello tortuoso alla base, delle nuvole alla deriva, la forma sempre segue la funzione”. Lo diceva agli inizi del ‘900 l’architetto americano Louis Sullivan e lo ripetono oggi i ricercatori dell’Ifom-Istituto Firc di oncologia molecolare di Milano, che per la Fall Design Milano City propone nella sede di via Adamello l’installazione immersiva ‘Cell Design’ (1-4 ottobre): un viaggio per immagini che condurrà il pubblico attraverso i segreti dell’unità base del nostro organismo, e nel delicato rapporto tra la sua forma e la sua funzione. Una relazione chiave quando la cellula è sana, per capirne i meccanismi più segreti. Ma ancora più importante quando la cellula è malata, per provare a sviluppare farmaci capaci di guarirla.

Patrocinata dal Comune, l’installazione è stata progettata da un team multidisciplinare di comunicatori e scienziati. Come il fisico Dario Parazzoli, esperto di imaging, o l’ingegnere cinese Qingsen Li, che inventa strumenti biomedici e li produce in 3D in laboratorio usando una stampante simile a quelle impiegate nel design e in gioielleria. O come Nils Gauthier e Pascale Romano, meccanobiologi francesi che dopo un’esperienza decennale negli Usa e a Singapore si sono trasferiti a Milano insieme ai loro bambini “mandati alla scuola pubblica quando ancora non sapevano una parola di italiano”, spiegano dall’Istituto di ricerca che da sempre attrae nel capoluogo meneghino ‘cervelli’ dal mondo.

Scorrendo le immagini in vetrina all’Ifom, la fantasia si accende come davanti alle macchie di inchiostro utilizzate in psicologia: nelle cellule, nei suoi scompartimenti e nei suoi organelli gli occhi della mente possono vedere foglie colorate dall’autunno, ali di farfalle in volo, palloni da calcio, sciami di uccelli che migrano, pesci che nuotano, aurore boreali. Oppure niente di tutto questo, ma altro ancora. Dipende da chi guarda. “La forma degli organi, dei tessuti, delle singole cellule definisce l’identità del luogo ‘abitato’ – spiega Maria Vinciguerra, ricercatrice Ifom e co-curatrice dell’installazione insieme a Parazzoli e a Elena Bauer, responsabile comunicazione dell’Istituto – Ma si tratta di un’identità dinamica, che cambia nel tempo e che talvolta, come nel caso del cancro, trasforma le nostre stesse cellule in un nemico da scovare e abbattere”.

Alla base di Cell Design c’è “un approccio trasversale in cui si leggono tra le righe tante analogie con il mondo apparentemente lontano del design e dell’architettura”, sottolineano gli ideatori. Parazzoli, che all’Ifom è responsabile dell’unità di sviluppo tecnologico di Imaging, ci tiene a partire da “un dettaglio linguistico molto significativo” che riguarda “la parola cellula, coniata verso la metà del 1600 dallo scienziato Robert Hook. Osservando al microscopio una fettina di sughero, per descriverne la struttura Hooke usò il termine latino ‘cella’ proprio pensando alle unità abitative dei monasteri di quel periodo”. Da cella a cellula, la ‘casa’ della vita.

“Un alleato indispensabile di questo viaggio per immagini – evidenziano i curatori – è la microscopia nelle sue tante varianti contemporanee, dal confocale alla forza atomica e alla super risoluzione, che ci consentono di visualizzare le cellule da varie prospettive e a vari livelli di definizione”.

Le analogie tra ricerca biomedica e design riguardano la forma e pure la sostanza: “Concetti come struttura, consistenza, elasticità e resistenza – precisano gli esperti – non sono tipici solo degli oggetti e dei materiali che ci circondano, ma anche delle cellule che ci compongono”. E’ il principio della meccanobiologia, un approccio innovativo che permette ai ricercatori di studiare come si comportano le cellule quando sono sottoposte a stimoli meccanici, e nel quale aspetti come appunto la consistenza e la forma risultano “fondamentali per lo studio dei meccanismi molecolari e cellulari, per esempio in fenomeni come le metastasi”. Oppure, riferisce Gauther, responsabile del laboratorio di Meccano-oncologia, “studiamo i meccanismi di espansione dei tumori cerebrali che usano la superficie dei vasi sanguigni come autostrade per invadere il cervello”.

“Per comprendere questi meccanismi – continua lo scienziato d’oltralpe – deriviamo tecniche avanzate di nanotecnologie e microfabrication 3D per sviluppare dei materiali sintetici che imitano i materiali” naturali. “Anche alcuni strumenti tipicamente utilizzati nell’ambito del design, come le stampanti 3D, si stanno rivelando indispensabili nella ricerca biomedica per disegnare e produrre strumenti utili a studiare la funzionalità delle cellule sottoponendole a vari stimoli come compressione, punzecchiatura, stiramento”.

“Si tratta di strumenti che progettiamo e realizziamo su misura per rispondere a singoli quesiti biologici – chiarisce Li, responsabile del laboratorio Ifom di Meccanomedicina – Di fatto, è una forma di manifattura hi-tech”.

All’installazione, che consiste in “una proiezione in cui il visitatore è immerso in un viaggio multimediale sinottico accompagnato da una voce narrante – la descrive Bauer – segue una visita guidata nei laboratori di Imaging e di Meccanomedicina”. E ovviamente l’opportunità di parlare con gli scienziati: ‘architetti’ che per cantiere hanno il bancone di laboratorio, e per missione quella gettare le fondamenta di cure innovative sempre più efficaci e sicure.

GoSalute e InFormaTv insieme per l’informazione scientifica

error: Content is protected !!
/* ]]> */