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Psichiatria: disturbi per 10-20% under 17 italiani, Covid ha peggiorato trend

Milano, 3 nov. (Adnkronos Salute) – Disturbi del linguaggio, dell’apprendimento e dello spettro autistico. E ancora disabilità intellettiva, epilessia, problemi neurologici, malattie rare e dello sviluppo, disturbi psichiatrici, depressione e conseguenti atti autolesivi e tentati suicidi. I disturbi neuropsichici dell’età evolutiva interessano in Italia quasi 2 milioni di bambini e ragazzi, tra il 10% e il 20% della popolazione di età compresa fra 0 e 17 anni. Numeri significativi e in crescita, con un andamento che la pandemia di Covid-19 ha peggiorato ulteriormente. Tracciano questo scenario gli esperti della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia), in Congresso da oggi al 6 novembre in modalità online.

“In meno di 10 anni – riportano gli specialisti – è raddoppiato il numero degli utenti seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Npia), con una prevalenza di accesso 4 volte superiore a quella dei servizi di salute mentale per adulti e 8 volte superiore a quella dei servizi per le dipendenze patologiche. Un trend in vistosa crescita”, rileva la Sinpia che chiama in causa più fattori: “La maggiore consapevolezza della popolazione, il cambiamento dei criteri diagnostici, l’introduzione di strategie di screening e di individuazione precoce, l’aumentata sopravvivenza di soggetti con gravi disabilità e la presenza di modificazioni ambientali rilevanti e molto rapide che impattano sullo sviluppo e sul livello atteso di funzionamento. Ma anche, ora, l’impatto della pandemia e delle restrizioni e i conseguenti ritardi di accesso ai servizi, soprattutto nelle fasce più vulnerabili”.

“E’ di pochi giorni fa l’allarme Unicef-Oms che sottolinea come, a livello mondiale, un adolescente su 7 presenti problemi di salute mentale peggiorati dalla pandemia – afferma Antonella Costantino, presidente Sinpia – e come il mancato contributo alle economie a causa dei problemi di salute mentale che portano a disabilità o morte tra i giovani sia stimato in quasi 390 miliardi di dollari all’anno. Ciononostante i governi continuano a investire troppo poco per affrontare questi bisogni fondamentali”. Inoltre “permangono criticità sistemiche e culturali” che ostacolano una diagnosi precoce e un intervento tempestivo, rimarcano i neuropsichiatri dell’infanzia e dell’adolescenza.

La prima barriera è lo stigma, considerando che “i pazienti e le loro famiglie sono tutt’oggi oggetto di pregiudizi marcati – indica la Sinpia – che interferiscono con la diagnosi e la terapia, con l’inclusione sociale e soprattutto con la programmazione sanitaria. Nonostante cambiamenti molto rilevanti nella sensibilità della popolazione, infatti, la tendenza a negare l’esistenza dei disturbi neuropsichici è purtroppo ancora molto marcata e impatta sulle politiche nazionali e internazionali”.

“Le risposte ai bisogni di salute dei bambini e ragazzi con disturbi neuropsichici dell’età evolutiva e alle loro famiglie presentano criticità molto rilevanti – ammonisce Costantino – con una grande discrepanza tra il giusto investimento di risorse sulla salute fisica dei bambini e lo scarso investimento su quella neuropsichica, reso ancora più drammatico dagli effetti della pandemia. Ecco perché un adeguato investimento nell’ambito della promozione della salute mentale e della prevenzione e intervento nei disturbi neuropsichici dell’età evolutiva è sempre più strategico. Una diagnosi precoce, e un altrettanto precoce e tempestivo intervento in sinergia tra territorio e ospedale, può cambiare in molti casi la storia naturale dei disturbi neuropsichici e prevenire le numerose sequele, evitando un decorso ingravescente e invalidante, diminuendo in modo rilevante i costi emotivi, sociali ed economici sull’individuo, sulla famiglia e sulla società”.

Alla 4 giorni congressuale parteciperanno oltre 500 neuropsichiatri infantili. In agenda 3 sedute plenarie, 5 sessioni parallele e 4 seminari. Più di 80 i relatori e moderatori che affronteranno le più recenti evoluzioni delle conoscenze su “malattie molto diverse tra loro per tipologia, decorso e prognosi, per la maggior parte determinate – spiegano gli esperti – da un complesso intreccio tra predisposizione genetica, vulnerabilità neurobiologica e variabili ambientali e sociali”.

Al meeting è attesa, fra gli altri, la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, mentre la ministra per le Disabilità Erika Stefani invierà un messaggio. Fra i temi al centro del summit, oltre all’effetto Covid e alle sfide assistenziali future rese evidenti dalla crisi pandemica, anche la medicina di precisione, con i più recenti trattamenti personalizzati applicati in particolare all’epilessia, ai disturbi del movimento e alle malattie muscolari, contro cui “avanzatissime terapie geniche, unitamente a un approccio riabilitativo personalizzato – si legge in una nota – si stanno dimostrando in grado di modificare in modo significativo la storia naturale di malattie considerate in passato incurabili come la distrofia muscolare di Duchenne e l’atrofia muscolare spinale”.


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