Psicologia e psichiatria

Presentate nuove terapie per il controllo del dolore

E’ in corso presso l’A.O. Niguarda Cà Granda, alla presenza delle più alte autorità civili e politiche della Regione, il Congresso, giunto alla sesta edizione, “Malattia Dolore e Rete Territoriale”, patrocinato dalla Onlus NOPAIN, Associazione Italiana per la cura della Malattia Dolore, e che vede partecipare i maggiori esperti italiani di terapia del dolore. Tra i vari temi emersi l’interesse sì è concentrato sulle novità terapeutiche in campo farmacologico e tecnologico.

LE TERAPIE FARMACOLOGICHE

Numerose le terapie farmacologiche analizzate nel corso del Congresso: dai farmaci antinfiammatori, dei quali spesso si abusa, benché non sempre siano adeguati a risolvere il problema, con i loro effetti collaterali e la possibilità di creare danni d’organo se l’uso fosse senza controllo, agli oppioidi tra gli analgesici più usati per il trattamento dei pazienti con dolore cronico moderato-severo, spesso utilizzati ancora maggiormente solo nella fase terminale di malattia, fino ad arrivare alle terapie con derivati della cannabis il cui accesso in Italia, nonostante i diversi provvedimenti legislativi emanati, continua ad essere molto difficoltoso. Basti pensare che ad oggi, soltanto la Regione Toscana garantisce ai propri cittadini l’accesso ai farmaci cannabinoidi per combattere il dolore.

Sugli oppiacei in particolare, si è discusso del polimorfismo genetico rispetto alla risposta individuale e alle problematiche che l’uso prolungato può determinare in termini di assuefazione, astinenza, overuse e potenziali sequele medico legali nella guida automobilistica e relativo rinnovo di patente.

Presentata anche l’ultima novità farmacologica nel trattamento del dolore cronico, presto in commercio in Italia dopo diversi anni di ricerca: la Lidocaina Patch, il cerotto medicato a base di lidocaina 5% concepito come integrativo per il controllo dei sintomi causati dal dolore neuropatico associato a precedente infezione da herpes zoster (nevralgia post erpetica).

In seguito a infezione da herpes zoster molti pazienti sviluppano la nevralgia post-erpetica (PHN), una malattia cronica debilitante causata dall’infiammazione dei nervi periferici e associata a sintomi localizzati quali costante sensazione di bruciore, dolori lancinanti, allodinia e iperalgesia.

L’incidenza della nevralgia post-erpetica aumenta con l’età e si manifesta nell’1-3 per mille degli ultra settantacinquenni.

LA TECNOLOGIA PER IL CONTROLLO DEL DOLORE

Presentate le prime esperienze italiane di applicazione di neurostimolazione midollare per la cura del dolore neuropatico, una malattia cronica complessa che affligge tra lo 0,9 e l’8% della popolazione, pari a un numero compreso tra 5,5 e 30 milioni di persone in Europa. La stimolazione del midollo spinale o neurostimolazione midollare assicura il sollievo dal dolore, migliora lo stato funzionale e aumenta la qualità della vita dei pazienti affetti da dolore cronico che non rispondono alle terapie farmacologiche. Si tratta di una procedura minimamente invasiva che prevede l’impianto chirurgico o percutaneo di un piccolo cavo (denominato elettrocatetere), collegato a un alimentatore (generatore) impiantato sotto la cute. Attraverso l’elettrocatetere, il generatore trasmette al midollo spinale una stimolazione a bassa tensione con l’obiettivo di ridurre la sensazione dolorosa, sostituendola con una sensazione simile a un “formicolio” (parestesia). La terapia ha ottenuto nel 1993 il marchio CE. Oggi, grazie alla tecnologia avanzata, è disponibile la prima versione compatibile con la risonanza magnetica a corpo intero.

Questo significa che d’ora in poi anche i pazienti con neurostimolatori midollari potranno eseguire esami di risonanza magnetica, di primaria importanza per la diagnosi di moltissime malattie.Altri temi affrontati, la laser terapia, il trattamento del dolore discogeno nella lombalgia e il controllo del dolore nell’emicrania cronica, sempre con stimolatore ma con applicazione periferica occipitale – i risultati delle diverse esperienze italiane ed internazionali sono molto incoraggianti.

 IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO

Il 27% della popolazione in Italia (oltre 15milioni di persone) soffre di dolore cronico, percentuale che sale fino al 50% quando si tratta di persone sopra i 70 anni. Ad esserne colpito è soprattutto il sesso femminile che riscontra difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane vedendo compromessa seriamente la vita personale e professionale, le relazioni e la possibilità di prendersi cura dei figli. Il 61% dei pazienti con dolore cronico lamenta problemi sul posto di lavoro con una media di 12,5 giorni di assenza l’anno, il 50% soffre di depressione reattiva e i disturbi ansiosi sono presenti nel 40% dei casi. Spesso si è anche costretti ad abbandonare il posto di lavoro (16%). Secondo le stime di un’indagine internazionale, il dolore cronico costa ai sistemi sanitari europei intorno ai 300 miliardi di euro ogni anno.  

LA LEGGE 38 E LE SFIDE DEL FUTURO

A tre anni esatti dall’entrata in vigore della legge n° 38/2010 sono stati compiuti concreti passi in avanti. Diverse Regioni, compresa la Lombardia, hanno recepito i criteri di accreditamento delle strutture di terapia del dolore in accordo con l’intesa raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni del 25 luglio 2012 che porteranno all’attivazione sul territorio nazionale di Centri di Terapia del Dolore di primo livello (spoke ospedaliero e territoriale) e di secondo livello (hub solo ospedaliero). Nonostante questo, denuncia il dott. Paolo Notaro, Responsabile Struttura Terapia del Dolore del Niguarda e Presidente di NOPAIN Onlus, nonché Responsabile Scientifico del Congresso – “in tempi di spending review dove le regioni italiane affrontano criticità economiche si è ancora lontani dalla creazione di una rete ospedale-territorio per la terapia del dolore e fanno fatica ad essere applicati i modelli per favorire l’accesso delle persone bisognose di cura.”

“E’ necessario standardizzare e rendere tracciabili tutte le prestazioni erogate algologiche – continua il dott. Notaro – anche perché non è vero che tutte le sindromi dolorose possono essere trattate con i farmaci oppiacei, anzi per molte di esse non sono efficaci.”

“E’ inoltre necessario investire o riallocare risorse per far in modo che effettivamente la misurazione e il controllo del dolore diventino il quinto parametro vitale per tutti i pazienti ricoverati negli ospedali incluso il pronto soccorso.”

LE TECNICHE INTEGRATIVE

Infine per la prima volta nell’ambito del Congresso vengono trattate sulla base di evidenze scientifiche le tecniche integrative nel controllo del dolore: dall’agopuntura che tratta il dolore agendo direttamente sulla causa, all’ozonoterapia, all’omeopatia, all’ipnosi, una tecnica in grado di modificare la percezione sensoriale, alleviare la sofferenza fisica e controllare l’ansia. Grande spazio è infine dedicato alla medicina termale con il workshop, unico evento aperto anche al pubblico, realizzato in collaborazione con il Centro Studi Termali Pietro D’Abano di Abano Terme e moderato dal noto opinionista scientifico televisivo, il dott. Carlo Gargiulo. L’incontro affronta i  benefici che la medicina termale può dare per alcune categorie di dolore, in particolare per quelle che colpiscono l’apparato muscolare, osseo e articolare rivelandosi un prezioso supporto naturale contro il dolore.

 

 

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