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‘Possibile strumento tessera sanitaria collegata a banca dati Regioni’

Milano, 9 mar. (Adnkronos Salute) – Liberare prima possibile gli italiani vaccinati contro Covid-19, per rilanciare l’economia del Paese. Lo propone Giuseppe Valditara, coordinatore di Lettera150, think tank nato durante il primo lockdown e che riunisce oggi circa 300 accademici. “Serve un passaporto vaccinale – afferma – che ridia piena libertà di movimento a coloro che dovrebbero avere un sufficiente grado di immunità. Ciò sarebbe implicitamente anche uno stimolo a vaccinarsi per quelli che sono contrari o dubbiosi”.

A fine marzo – analizza Lettera150 in una nota – oltre 4 milioni di italiani avranno ricevuto un’immunità considerata adeguata da molte autorità internazionali per prevenire la malattia sintomatica (59,5% a 3 settimane dal primo vaccino per AstraZeneca, 85% Pfizer), o comunque per evitare l’ospedalizzazione (94% a 3 settimane dal primo vaccino per AstraZeneca, 84% Pfizer). Si tratta quasi del 10% della popolazione italiana adulta, fra cui medici, infermieri, insegnanti, addetti alle forze dell’ordine, militari, avvocati.

“Consentire a queste persone di poter accedere senza restrizioni a ristoranti, alberghi, teatri, musei, esercizi commerciali, cinema, bar, e di poter viaggiare liberamente per la Penisola, con la sola limitazione dell’utilizzo della mascherina e del distanziamento – sostiene Valditara – potrà essere una spinta importante per il settore del turismo, del commercio, dello spettacolo”.

Il meccanismo proposto, ispirato a ciò che si sta facendo nel Regno Unito – spiega Lettera150 – prevede che si allentino le restrizioni individuali dopo 3 settimane dalla prima vaccinazione. “Ciò significherebbe iniziare a far ripartire il Paese senza aspettare fine giugno-luglio, quando dovrebbero essere vaccinati 45 milioni di italiani con almeno una dose”, sottolinea Valditara.

“Non osterebbero di certo – è convinto – problemi di natura giuridica, visto che si tratterebbe soltanto di ripristinare per i già vaccinati i fondamentali diritti costituzionali, sul presupposto che questa categoria di persone non correrebbe più rischi significativi”.

Secondo il coordinatore di Lettera150, “uno strumento di identificazione semplice, non passibile di falsificazioni, potrebbe essere la tessera sanitaria collegata a una banca dati che dovrà raccogliere tutti i vaccinati nelle varie Regioni”.

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