Questo sito contribuisce
alla audience di
Adnkronos Salute e Benessere

Pediatria: Sipps, bimbi ‘ignorano’ sete’, farli bere bimbi spesso

Roma, 5 mar. (AdnKronos Salute) – Per crescere bene ogni bambino ha bisogno di alimentarsi in modo equilibrato e di bere in modo adeguato. Il suo corpo, infatti, è costituito per il 75% di acqua che si distribuisce in diverse percentuali nei vari organi. Il bimbo piccolo però, come gli anziani, non ha un efficace sistema di autoregolazione della sete, per questo è importante farlo bere spesso, anche se non lo chiede. Ma quando, quale e quanta acqua devono bere i bimbi per stare bene? A questa domanda hanno risposto gli esperti della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), in occasione della Giornata mondiale dell’acqua che si celebra il 22 marzo, fornendo utili consigli ai genitori per una corretta idratazione.

“L’acqua – spiega Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps – è elemento essenziale per via delle numerose funzioni che svolge nell’organismo: regola la temperatura corporea, elimina le tossine, aiuta il corpo ad assorbire i nutrienti, trasforma il cibo in energia, trasporta l’ossigeno e i nutrienti alle cellule. Una corretta idratazione – sottolinea – garantisce anche un adeguato apporto di sali minerali, disciolti nell’acqua di fonte. Per tutti questi motivi, una corretta alimentazione prevede l’assunzione di acqua tutti i giorni, a qualunque età”.

Ma quanta acqua deve assumere un bambino? “La quantità di acqua assunta – aggiunge Leo Venturelli, responsabile comunicazione Sipps – dipende dall’età del bambino, dalla dieta giornaliera, ma anche da fattori esterni come malattie (con la febbre è necessario bere di più, perché il corpo aumenta la traspirazione), l’attività fisica, la temperatura ambientale (ambienti caldi fanno traspirare di più e questo implica la necessità di una maggiore idratazione)”. I pediatri Sipps hanno quindi tracciato uno schema orientativo dei liquidi complessivi di cui un bambino ha bisogno a seconda della età, come acqua da bere, oltre a quella contenuta negli alimenti: un litro e 100 ml per i bambini dai 4 ai 10 anni e un litro e mezzo/due per gli adolescenti.

Ma quando bisogna bere? “Ci sono meccanismi che regolano la sete – spiega Andrea Vania, dirigente di I livello e responsabile del Centro di dietologia e nutrizione pediatrica del Dipartimento di pediatria Sapienza Università di Roma – Il nostro organismo possiede un sistema di autocontrollo della sete che ha la sua centralina nell’ipotalamo, una ghiandola del cervello. Il bambino piccolo, però, come la persona anziana, non ha un efficace sistema di autoregolazione e per questo è importante offrirgli da bere spesso, anche se non lo chiede spontaneamente”.

La Sipps si sofferma inoltre sulle spie che aiutano un genitore a capire che il bambino ha necessità di bere. Se il piccolo avverte mal di testa, nausea, crampi muscolari, sensazione di freddo, attenzione perché manca acqua. Così come urine concentrate e giallo scuro significano disidratazione. “Queste situazioni – conclude Di Mauro – si verificano maggiormente in coincidenza con caldo eccessivo nell’ambiente o durante l’estate, in occasione di un esercizio fisico di un certo impegno e per stati febbrili. Per questo i genitori devono attuare una serie di accorgimenti per invogliare il bambino a bere: dall’uso di bicchieri colorati alla trasformazione del bere in un gioco, fino a insegnare al bambino a servirsi da bere per conto proprio. E per tutti, genitori e insegnanti, l’impegno di dare il buon esempio bevendo spesso durante la giornata o portando con sé una bottiglia di acqua ogni volta che si esce”.

Un consiglio, infine, su quale acqua preferire: dall’anno di vita in poi sono indicate le acque minerali o di fonte con un residuo fisso 500-1500 mg/L, che garantiscono un apporto corretto di calcio. Per questo è fondamentale un’attenta lettura delle etichette: permette infatti di conoscere il residuo fisso oltre al contenuto di sodio, potassio, calcio, fluoro, ferro, magnesio e bicarbonato. In etichetta si trovano anche la data di imbottigliamento e di scadenza. Particolare attenzione poi deve essere rivolta al bambino quando svolge un’attività fisica, che comporta la perdita di molti liquidi: è necessario incentivarlo a bere prima, durante e dopo. Ma – avvertono i pediatri – non servono sali minerali e drink zuccherati: la semplice acqua, a temperatura ambiente, e una alimentazione sana, ricca in frutta e verdura, è sufficiente alla idratazione di un ‘giovane atleta’.

GoSalute e InFormaTv insieme per l’informazione scientifica

Gruppo Salatto
/* ]]> */