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Pediatria: salute cuore non solo affare da adulti, prevenzione da piccoli

Roma, 30 mag. (AdnKronos Salute) – La salute del cuore non è solo ‘cosa’ da adulti. Le malattie cardiovascolari, prima causa di morte e di spesa sanitaria nelle società avanzate, si manifestano in età adulta, ma affondano le radici nell’infanzia. Lo assicurano i pediatri italiani che, al 75esimo congresso della Società italiana di pediatria (Sip) in corso a Bologna, presentano il primo ‘Manuale sul rischio cardiovascolare in età pediatrica e adolescenziale’, redatto con il contributo della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica.

“I processi di alterazione vascolare, che sono la premessa delle patologie cardiovascolari fino a infarto e ictus – spiega Gianni Bona, esperto Sip, già ordinario di Pediatria all’università del Piemonte Orientale – iniziano nei primi 10 anni di vita. In qualche modo il decadimento delle arterie comincia dal primo giorno di vita e interessa tutti: quello che cambia è la velocità con cui questi processi avvengono nelle diverse persone”.

Diversi fattori di rischio che favoriscono la comparsa delle malattie cardiovascolari possono dunque essere già presenti e attivi in età pediatrica. Tra questi il più importante è l’epidemia di sovrappeso e obesità (in Italia circa il 21% dei bambini tra 6-10 anni è in sovrappeso e il 9% è obeso). L’eccesso di peso ha contribuito anche a rendere frequenti in età pediatrica alcune alterazioni un tempo ritenute rare nel bambino: basti pensare che l’ipertensione arteriosa riguarda il 4% dei bambini tra 6 e 16 anni (ben il 24% dei bambini obesi), mentre la prevalenza di ipercolesterolemia è stimata attorno al 7% nella fascia 6-19 anni. Queste condizioni, più comuni nei bambini obesi, sono comunque riscontrabili anche in quelli di peso normale.

Da qui il monito dei pediatri: “E’ fondamentale che la prevenzione delle malattie cardiovascolari cominci nell’infanzia attraverso stili di vita e di alimentazione corretti fin dalla più tenera età”, raccomanda Claudio Maffeis, esperto Sip per la nutrizione e professore di Pediatria dell’università di Verona. “Il tipo e la modalità di allattamento e di svezzamento e le abitudini trasmesse dai familiari nell’età prescolare giocano un ruolo di rilievo sulla salute nel lungo termine”, prosegue lo specialista.

Non meno importante è monitorare la pressione già in età pediatrica. “L’ipertensione arteriosa è una condizione che riguarda più del 20% degli adulti e, oltre a essere uno dei principali fattori di rischio di eventi vascolari, è la prima causa di insufficienza renale cronica che necessita di terapia sostitutiva in età adulta. Individuare i bambini che diventeranno ipertesi in età adulta e correggere il loro stile di vita è compito del pediatra di famiglia”, sostiene Silvio Maringhini, segretario del Gruppo di studio ipertensione arteriosa e rischio cardiovascolare della Sip, già presidente della Società italiana di nefrologia pediatrica.

Il manuale, presentato al congresso Sip, informa una nota, “trae origine dalla consapevolezza che il pediatra è determinante non solo per la salute dei neonati, dei bambini e dei ragazzi, ma anche per il benessere degli adulti e addirittura degli anziani”, evidenzia il presidente della Sip Alberto Villani. “E’ importante quindi conoscere bene il rischio cardiovascolare in età pediatrica e adolescenziale – aggiunge – saperlo identificare e valutare, in modo da intervenire, se necessario, con un adeguato trattamento e evitare le possibili conseguenze da adulti”. Per Marco Giussani e Paolo Brambilla, pediatri di famiglia e coautori del manuale, “il pediatra di famiglia, grazie al suo rapporto continuativo con le famiglie, può essere una risorsa strategica per la prevenzione delle malattie non trasmissibili, contribuendo alla salute degli adulti di domani, ma anche a una maggiore sostenibilità del Ssn”.

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