Sanità

Pagamenti dilazionati fino a scomparire?

Le misure contenute nella Finanziaria (art. 2, comma 89), che bloccano per un anno i pagamenti da parte delle aziende sanitarie e degli ospedali, costituiscono un fatto gravissimo per l´industria del farmaco e per l´economia nazionale nel suo complesso. "Questa ulteriore "dilazione per legge", che impedisce anche il ricorso alle vie legali da parte delle aziende e ha stabilito un tasso di interesse legale ribassato all´uno per cento, si inserisce su un quadro già pessimo, in cui i ritardi normali, per così dire, arrivano a toccare anche i due anni" dice Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici.

Inoltre, prosegue Foresti, "sono inaccettabili commenti come quello del direttore del Master in Economia pubblica dell´Università Cattolica, Massimo Bordignon, secondo il quale i prezzi praticati dalle industrie fornitrici terrebbero già conto delle difficoltà di rientro, e quindi sarebbero gonfiati per compensare il "rischio ritardo" (il Fatto Quotidiano, 22 dicembre 2009)".

Un giudizio di questo genere, infatti, sembra trascurare alcuni aspetti fondamentali: per esempio, che i bandi per la fornitura dei farmaci ospedalieri non più coperti da brevetto prevedono prezzi quantificabili in decine di centesimi a unità, ragion per cui sembra davvero arduo gonfiare alcunché. Inoltre, se vi sono casi di scarsa attenzione al prezzo – o peggio – da parte di alcuni amministratori del SSN, si tratta di fenomeni su cui deve indagare chi di dovere, ma che non possono costituire un alibi per non pagare i fornitori che operano correttamente.

AssoGenerici fa presente che a fornire farmaci equivalenti alle strutture pubbliche sono spesso aziende medio-piccole, che magari operano esclusivamente con l´Ospedale, e che risentono pesantemente dell´insolvenza del loro unico cliente. Cliente, va ricordato, verso il quale non possono, per legge, interrompere le forniture nemmeno di fronte alle più gravi inadempienze. "Il timore, a questo punto nemmeno tanto remoto, è che le disposizioni contenute nella Legge finanziaria preludano al mancato riconoscimento del debito" conclude Giorgio Foresti "come del resto è accaduto nel caso dell´Ospedale Mauriziano di Torino e del Policlinico Umberto I di Roma". I produttori di farmaci equivalenti, pur considerando le esigenze di rientro dal deficit di molte Regioni, alle quali sono sempre stati molto sensibili, non possono non sottolineare che il servizio pubblico si avvia a diventare il cliente più "a rischio" del panorama nazionale. In questa situazione, l´osservazione del Presidente di Farmindustria Sergio Dompé sulla dubbia costituzionalità di questo provvedimento è assolutamente giustificata.

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