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Ok Aifa a rimborsabilità chemio orale a basse dosi

Roma, 16 apr. (AdnKronos Salute) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato la piena rimborsabilità di un medicinale usato nel trattamento, con somministrazione settimanale frazionata, dei tumori solidi dell’adulto. Una vera e propria apertura alla chemioterapia metronomica. La cura, ad esempio del cancro al seno e al polmone con vinorelbine orale utilizzata in questo approccio terapeutico, sarà dunque completamente a carico del Servizio sanitario nazionale. La chemioterapia metronomica è un’innovativa strategia che prevede una terapia orale, a basse dosi, con una frequenza che va dal quotidiano alle 2-3 volte alla settimana.

Questo aggiornamento della legge 648/96 è “una rivoluzione attesa da tempo, sia dai clinici che dai pazienti oncologici – afferma Marina Cazzaniga, direttore del Centro di ricerca di fase I Asst Monza – la metronomica è una chemioterapia ampiamente diffusa nella pratica clinica ma oggi, supportata da numerosi dati di letteratura, entra a pieno titolo in decine di centri oncologici. Le linee guida per quanto riguarda il tumore della mammella sono state riportate all’Esmo due anni fa. Il recepimento da parte di Aifa rappresenta un enorme passo avanti”.

Soddisfazione è stata espressa anche da Francesco Grossi, responsabile Uoc Oncologia medica Fondazione Irccs Ca’ Granda, ospedale Maggiore – Policlinico di Milano: “Vinorelbine orale metronomica – dichiara l’oncologo – ci permette di offrire ai pazienti anziani o in condizioni generali non ottimali un trattamento efficace e poco tossico e consente in alcuni casi una prolungata stabilizzazione della malattia. In particolare ciò avviene in pazienti che hanno un tumore polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato”, sottolinea.

La chemioterapia metronomica “non solo ha una tossicità diretta sulle cellule tumorali – ricorda Cazzaniga – ma anche un effetto sul loro microambiente, poiché inibisce l’angiogenesi neoplastica, in altre parole il meccanismo di formazione di nuovi vasi sanguigni, responsabile di crescita tumorale e metastasi. La sua efficacia è dimostrata in alcune forme di tumore al seno, del polmone, linfomi, neoplasie pediatriche e in molti casi di tumori in stadio avanzato”.

“Non è solo efficace – prosegue – ma ha anche un profilo di bassa tossicità, è in grado di modulare la risposta immunitaria, riduce gli effetti collaterali (meno dell’1% presenta alopecia e la tossicità neurologica è inferiore al 5%) e può portare alla cronicizzazione della malattia. Senza contare l’enorme risparmio economico che offre una terapia ‘a domicilio’. L’indicazione ora rimborsata riguarda la schedula metronomica in tutti i tumori solidi laddove il farmaco ha già dimostrato di avere attività, in base a usi consolidati nati dalle evidenze scientifiche, non solo tumore mammella e polmone. Si apre dunque oggi la strada a un utilizzo più ampio della schedula metronomica”.

“Dobbiamo lavorare sulla giusta dose di farmaco – rilancia l’oncologa – poiché ad oggi appare chiaro che dosi e tempi di somministrazione differenti dello stesso farmaco inducono effetti diversi sulla cellula tumorale e su quello che la circonda, ovvero il cosiddetto micro-ambiente tumorale. Modulando la dose e la cadenza di somministrazione possiamo avere azioni ed effetti diversi: sui vasi tumorali, sulla stimolazione della risposta immunitaria e sulle cellule staminali tumorali”.

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