Medicina e chirurgia

Ogni anno muoiono piu` persone di cancro al polmone che di cancro al seno, prostata e colon messi insieme

Novembre 2012 è in tutto il mondo il ‘Lung Cancer Awareness Month’ o mese della sensibilizzazione per il tumore al polmone. E’ il responsabile di quasi il 30% di tutti i decessi per cancro nel mondo ed è in grado di uccidere più delle forme di cancro, al colon, al seno e alla prostata messi insieme. E in Italia 38.000 i casi previsti solo nel 2011[1]. Ma se ne parla poco e i pazienti vengono ‘colpevolizzati’ togliendo alla diagnosi la piena compassione che circonda altre forme tumorali. Il quadro, le prospettive terapeutiche e i consigli di Giorgio Vittorio Scagliotti oncologo dell’Università di Torino

Roma 14/11/2012 – “Ma tu quindi fumavi?” Queste le parole o il pensiero che viene rivolto spesso a chi è colpito dalla diagnosi di tumore al polmone. Questo aggiunge anche il senso di colpa e l’indifferenza, alla consapevolezza dei pazienti e dei loro familiari di essere stati colpiti da una forma tumorale tra le più difficili da controllare. I numeri sono significativi: negli USA sono oltre 160mila morti ogni anno[2], 50mila in più circa di quelle provocate in totale da cancro al colon, seno e prostata; 350mila le persone a cui attualmente è stata diagnosticata una forma di tumore al polmone[3].

I fondi destinati alla ricerca di soluzioni per il tumore al polmone sono meno cospicui di quelli per altre tipologie di malattie oncologiche, nonostante i dati americani sull’incidenza ci dicono che una donna su 16 e un uomo su 13 svilupperanno nel corso della loro vita questo tipo di tumore e solo negli USA verrà diagnosticato a 226mila persone[4].  I dati europei ci dicono che al tumore al polmone sono attribuibili circa 252mila decessi nel 2012[5].

Per tutte queste ragioni il mese di novembre 2012 è stato dichiarato Mese della sensibilizzazione del tumore al polmone dalla Lung Cancer Alliance.

 

In Italia: 45mila casi nel 2020 e 51.500 nel 2030[6]

“Anche in Italia si tratta di uno tra i primi cinque big killer. La sua incidenza è in costante aumento e il numero di diagnosi ogni anno sfiora i 40mila di cui tre quarti sono uomini e un quarto donne” ha dichiarato Giorgio Vittorio Scagliotti dell’Università di Torino – Professore di Oncologia Medica e Direttore del Diparimento di Oncologia dell’Università di Torino

Secondo quanto riportato dall’AIOM Si tratta dell’11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione generale e, più in particolare del 15% di queste nei maschi ed il 6% nelle femmine. Si calcola che un uomo su 9 e una donna su 35 possa sviluppare un tumore del polmone nel corso della vita. Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per tumore nei maschi (il 28% del totale delle morti) e la terza causa nelle donne (11% del totale delle morti). Tra gli uomini il tumore del polmone risulta essere al primo posto tra le cause di morte oncologica in tutte le fasce di età, essendo responsabile del 17% dei decessi per tumore tra i giovani (0-49 anni), del 31% tra gli adulti (50-69 anni) e del 27% tra gli ultrasettantenni.  Nelle donne è la seconda causa di morte per neoplasie nelle fasce di età fra 0-49 e 50-69 anni (rispettivamente il 10% e il 14%) e la terza causa nelle ultrasettantenni (10%).

Le previsioni ci dicono che ci saranno circa 45.000 nuovi casi nel 2020 e 51.500 nel 2030.

Il tumore al polmone: numeri e differenze di ‘genere’

Il carcinoma polmonare (secondo le stime CNESP – Istituto Superiore di Sanità) è in diminuzione fra gli uomini e in aumento fra le donne; in particolare fra le donne è notevolmente aumentata sia la mortalità (fra il 1970 e il 2002 il tasso di mortalità è quasi raddoppiato) che l’incidenza. Nei primi anni ’90 si è verificata un’inversione di tendenza nel tasso di incidenza: fra gli uomini, infatti si è passati dai 120 nuovi casi per 100.000 uomini del 1990 agli 80 casi stimati per il 2010; per le donne invece si riscontra un tasso di incidenza inferiore di circa il 30% rispetto a quello degli uomini ma in lieve, costante aumento nel tempo. Un andamento analogo nei due sessi si evidenzia anche per la mortalità. In Europa questa forma di cancro è responsabile del più alto di decessi per cancro tra la popolazione maschile (26% del totale, 183.592 decessi). Tra le donne la mortalità per tumore legata a questa forma di malattia oncologica è prevista salire del 7%  ed è aumentata l’incidenza passando dal 12.6/100 000 2007 al 13.4/100 000 (ovvero 78.658 decessi) nel 2012, arrivando a toccare quella del tumore al seno (14.9/100 000).

Lo stesso trend si registra su scala globale. Secondo uno studio recentemente pubblicato su Annals of Oncology[7], le proiezioni di mortalità per malattie oncologiche nel 2012 indicano che il tasso di incidenza del tumore al polmone nella popolazione maschile è destinato a scendere del 10%. raggiungendo il numero di decessi causate dal tumore al seno (14.9/100 000). “Tra tutti gli istotipi di tumore al polmone, quello non squamoso è in netto incremento rispetto agli altri” spiega Giorgio Vittorio Scagliotti “ciò è legato a due fattori principali: l’aumento dell’incidenza della malattia nei  non fumatori e il cambiamento delle abitudini al fumo. Il nuovo modo di ‘aspirare’più profondamente le sigarette leggere o ‘light’ ha aumentato, infatti, la concentrazione di fumo alla base dell’albero bronchiale dove insorge tipicamente l’adenocarcinoma”. 

Innovazione ‘incrementale’

In uno scenario difficile alcuni buoni segnali vengono dall’innovazione terapeutica che sta portando sempre maggiori risultati sulla sopravvivenza.Nell’arco degli ultimi dieci anni, quindi, l’aspettativa di vita in termini di durata e di qualità, dal momento della diagnosi, si è innalzata molto per questi pazienti. Ma si può fare ancora tanto sia per quanto riguarda le terapie che il supporto assistenziale al malato”, conclude Scagliotti.

3 regole d’oro per la prevenzione

  1. Non fumare
  2. Far desistere chi fuma in tua presenza abitualmente o sporadicamente (in casa o ufficio ad esempio)
  3. Per i fumatori accaniti è consigliabile a partire dall’età dei 55 anni è consigliabile discutere con il proprio medico di famiglia circa l’opportunità di eseguire  indagini radiologiche di screening.

 



[1] “I Numeri del Cancro”, AIOM

[2] American Cancer Society. Cancer Facts & Figures 2012. Atlanta: American Cancer Society; 2012.

[3] American Cancer Society, “Detailed Guide: What are the key statistics about lung cancer?” Updated: February 17, 2012; http://www.cancer.org/cancer/lungcancer-non-smallcell/detailedguide/non-small-cell-lung-cancer-key-statistics, (Accessed: August 23, 201

[4] American Cancer Society, “Detailed Guide: What are the key statistics about lung cancer?” Updated: February 17, 2012; http://www.cancer.org/cancer/lungcancer-non-smallcell/detailedguide/non-small-cell-lung-cancer-key-statistics, (Accessed: August 23, 201

[5] Annals on Oncology, European cancer mortality predictions for the year 2012. M. Malvezzi1,2, P. Bertuccio1,2, F. Levi3, C. La Vecchia1,2* & E. Negri1

[6]  “I Numeri del Cancro”, AIOM

[7] Annals on Oncology, European cancer mortality predictions for the year 2012. M. Malvezzi1,2, P. Bertuccio1,2, F. Levi3, C. La Vecchia1,2* & E. Negri1

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