in

Nuova terapia per la gestione dell’HIV a portata dei pazienti italiani

Il nuovo regime terapeutico prevede una sola compressa

imagesE’ finalmente rimborsato in Italia Stribild®, il nuovo regime terapeutico che in una sola compressa, da assumere una volta al giorno1, comprende i quattro farmaci necessari a combattere il virus dell’HIV: tenofovir disoproxil fumarato, emtricitabina, elvitegravir e cobicistat, quest’ultimo non come antivirale ma come potenziatore e stabilizzatore del vero elemento innovativo di questa combinazione, ovvero l’inibitore dell’integrasi elvitegravir. Si tratta di un’importante conquista per i pazienti, che vedono così potenzialmente facilitato l’accesso alla terapia anti HIV più innovativa attualmente disponibile, frutto di una ricerca iniziata oltre 10 anni fa con i primi STR.

 La terapia con Stribild è adatta a tutti i pazienti, senza limitazioni di carica virale, compresi coloro che non sono mai entrati in terapia, purché non presentino mutazioni di resistenza ai componenti del farmaco1. Sviluppato dalla ricerca Gilead Sciences, si tratta del primosingle tablet regimen contenente un potente antivirale, della famiglia degli inibitori dell’integrasi, nello specifico elvitegravir2, caratterizzato da una rapidissima attività soppressiva nei riguardi del virus. Elvitegravir ha un meccanismo di azione tale da bloccare il virus prima che possa integrarsi nel materiale genetico della cellula. Altro componente della monopillola un nuovo booster selettivo, cobicistat, in grado di prolungare la permanenza in circolo dello stesso elvitegravir2 (il che permette il dosaggio in singola compressa). Infine, il farmaco può contare su altri due principi attivi impiegati da molti anni nella lotta all’HIV/AIDS, un inibitore nucleosidico (NRTI) ed uno nucleotidico della transcriptasi inversa (NtRTI) raccomandati dalle Linee Guida Nazionali e Internazionali.3-8 Si tratta di emtricitabina e tenofovir.

 Negli ultimi anni le cosiddette STR (single tablet regimen) hanno rivoluzionato la vita dei pazienti con HIV/AIDS perché hanno determinato un importante beneficio per il paziente in termini di maggiore efficacia del trattamento, che è aumentata progressivamente con il progredire della ricerca che è passata da una compressa per ogni farmaco alle prime pillole con due principi attivi, fino alla possibilità di racchiudere in una sola capsula tutta la terapia (3 farmaci a dose fissa). “Tutto ciò negli anni ha aumentato l’adesione del paziente al trattamento e parallelamente ha semplificato la gestione della terapia, anche se sapevamo che qualcosa in più poteva essere fatto in termini di tollerabilità e abbassamento della carica virale” ha dichiarato Giovanni Di PerriProfessore ordinario di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Torino. “Oggi grazie a Stribild è stato raggiunto un altro importante traguardo a favore dei pazienti. Il fatto che questo nuovo STR  sommi l’elvitegravir, molecola  caratterizzata da una rapidissima attività soppressiva nei riguardi del virus, a un nuovo potenziatore farmacocinetico, cobicistat, in grado di prolungare e stabilizzare la permanenza in circolo dello stesso elvitegravir e quindi di permetterne l’assunzione una sola volta al giorno, rappresenta un progresso importante perché associa un’elevata potenza antiretrovirale alla praticità di una singola compressa”.

 Durante i trial clinici condotti che hanno coinvolto oltre 1400 pazienti (Studio 102 e 103)9,10, Stribild ha dimostrato una notevole efficacia – paragonabile a due collaudatissimi regimi di prima linea impiegati nel trattamento dell’HIV (Tenofovir/Emtricitabina/Efavirenz e Tenofovir/Emtricitabina + Atazanavir) – e una maggiore tollerabilità che sono state confermate anche dopo 3 anni di terapia. Inoltre, il regime “4 in 1”, non permettendo un’aderenza selettiva da parte del paziente (ovvero la scelta arbitraria di non assumere o assumere in maniera incostante una o più delle componenti del regime terapeutico) riduce in larga misura l’emergere di resistenze selettive, cioè a uno solo dei farmaci che compongono la terapia.9 L’opzione terapeutica con STR si rivela particolarmente efficace anche nella gestione di pazienti che spesso presentano comorbidità, ossia la presenza di altre malattie oltre all’HIV/AIDS. In tutti questi casi è necessario considerare con attenzione le possibili interazioni fra farmaci e aumentare l’aderenza alla terapia semplificando il carico di pillole.

 Stribild si inserisce nella categoria di quei farmaci innovativi che, nonostante apportino vantaggi clinicamente dimostrati per i pazienti, a volte sono resi accessibili ai pazienti più lentamente rispetto a quanto auspicabile.

“L’accesso ai farmaci innovativi è una tematica di attualità, che non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo. Il problema è presente anche in Italia dove non viene garantito loro un rapido accesso anche quando sono di dimostrata efficacia e sicurezza. Una volta approvati a livello nazionale dall’Aifa, impiegano mesi ad essere inseriti nei prontuari di ciascuna regione, con conseguenti ritardi nell’accesso dei pazienti alle nuove terapie” sottolinea Rosaria Iardino, Presidente onorario di Network Persone Sieropositive (NPS) Italia Onlus. “Ci auguriamo che questo non accada anche per questo nuovo STR e che sia reso presto disponibile nel maggior numero di strutture possibili, se non in tutte”.

 

 Nota informativa

PRINCIPALI STUDI SUL PAZIENTE MAI TRATTATO CON ANTIVIRALI

I trial clinici che hanno portato all’approvazione e commercializzazione di Stribild sono due e hanno coinvolto 1.408 pazienti.

 

  • Studio 102: Stribild® è stato confrontato in uno studio di non inferiorità con Atripla®(Tenofovir/Emtricitabina/Efavirenz): l’efficacia dopo 48 settimane è stata del 88% vs. l’84% in Atripla®1;
  • Studio 103: Stribild® è stato confrontato in uno studio di non inferiorità con Tenofovir/Emtricitabina (TDF/FTC) + Atazanavir/r (ATV/r): l’efficacia dopo 48 settimane è stata del 90% vs. l’87%1.

 In questi studi, il nuovo STR si è dimostrato altamente efficace anche in pazienti con carica virale >100.000 copie/mL9,10, inoltre, ha dimostrato una maggiore velocità nella riduzione della carica virale rispetto ai farmaci di comparazione.9,10

 Si sono verificate pochissime interruzioni per eventi avversi, il 3% nelle prime 48 settimane1, sancendone così la buona tollerabilità. In particolare:

  • rispetto ad Atripla®, vi è stata una incidenza minore di eventi avversi a carico del sistema nervoso;10
  • rispetto a TDF/FTC/ATV/r, vi è stata una incidenza minore di ittero oculare.9

 

Gli eventi avversi più frequentemente riportati sono stati nausea (16%) e diarrea (12%), nella maggior parte dei casi di intensità lieve o moderata.1

Anche a 144 settimane (3 anni) i dati confermano sia l’elevata efficacia sia il profilo di tollerabilità.11,12 Grazie ad una così ampia disponibilità di dati, Stribild® è già un regime incluso nelle Linee Guida Italiane con il massimo grado di raccomandazione per l’inizio della terapia.3

 

PRINCIPALI STUDI SUL PAZIENTE GIÀ IN TERAPIA

Vi sono due studi principali presentati al CROI di Boston (2014) e all’EACS di Bruxelles (fine 2013) che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di Stribild in pazienti già in terapia.

 

  • Studio Strategy PI14: pazienti in terapia con IP/r (Inibitore delle Proteasi potenziato con ritonavir) + TDF/FTC, che tolleravano la terapia e che avevano carica virale non rilevabile, sono stati suddivisi in due gruppi: un gruppo ha continuato la terapia, l’altro è passato a Stribild®. Dopo 48 settimane, l’STR ha dimostrato un’efficacia maggiore rispetto al braccio con IP (94% versus 87%). In particolare i pazienti hanno riportato un minor numero di episodi di diarrea e di gonfiore addominale, con una soddisfazione generale del trattamento superiore ai pazienti del braccio di confronto.
  • Studio di SWITCH da Raltegravir (RAL)+TDF/FTC a Stribild®13: pazienti in terapia con RAL+TDF/FTC, che tolleravano la terapia e che avevano carica virale non rilevabile, sono stati passati al nuovo STR. Dopo 48 settimane l’efficacia in tutti i pazienti è stata mantenuta e nessuna variazione al profilo metabolico e di tollerabilità è stata riscontrata.

 

 

 

_____________

BIBLIOGRAFIA

1. STRIBILD RCP

2. Lampiris HW. Elvitegravir: a once-daily, boosted, HIV-1 integrase inhibitor. Expert Rev Anti Infect Ther 2012;10:13-20

3. Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1. Novembre 2013. www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2074_allegato.pdf.

4. European AIDS Clinical Society (EACS) Guidelines 2013 (Version 7.0). Available at www.europeanaidsclinicalsociety.org

5. Panel on Antiretroviral Guidelines for Adults and Adolescents. Guidelines for the use of antiretroviral agents in HIV-1-infected adults and adolescents. Department of Health and Human Services. Available at http://www.aidsinfo.nih.gov/contentfiles/lvguidelines/adultandadolescentgl.pdf.

6. Thompson MA, Aberg JA, Hoy JF et al. Antiretroviral treatment of adult HIV infection 2012. Recommendations of the International Antiviral Society–USA Panel. JAMA 2012;308:387-402.

7. BHIVA guidelines for the treatment of HIV- 1 infected adults with antiretroviral therapy 2012. Consultation draft February 2012. Available athttp://www.bhiva.org/documents/Guidelines/Treatment/2012/120430TreatmentGuidelines.pdf .

8. WHO. Consolidated guidelines on the use of antiretroviral drugs for treating and preventing HIV infection. Recommendations for a public health approach. June 2013. Available at http://www.who.int/iris/bitstream/10665/85321/1/9789241505727_eng.pdf.

9. DeJesus E, et al. Analysis of efficacyby baseline viral load: phase 3 study comparing elvitegravir/cobicistat/emtricitabine/tenofovir DF (Quad) versus ritonavir boosted atazanavir plus emtricitabine/tenofovir DF in treatment naïve HIV-1 infected subjects: week 48 results. XIX International

AIDS Conference. Available at http://www.natap.org/2012/IAS/IAS_18.htm.

10. Sax P, et al. Analysis of efficacyby baseline HIV RNA: week 48 results from a phase 3 study of elvitegravir/cobicistat/emtricitabine/tenofovir DF (Quad) compared to efavirenz/emtricitabine/tenofovir DF in treatment-naïve HIV-1-positive subjects. XIX International AIDS Conference. Available athttp://www.natap.org/2012/IAS/IAS_30.htm.

11. http://www.natap.org/2013/ICAAC/ICAAC_49.htm

12. http://www.natap.org/2013/EACS/EACS_08.htm

13. http://www.natap.org/2013/EACS/EACS_23.htm

14. http://www.natap.org/2014/CROI/croi_80.htm

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GIPHY App Key not set. Please check settings

Fibrosi cistica, sempre piu pazienti diventano madri

L’Italia guida il primo studio europeo per contrastare l’invecchiamento