Adnkronos Salute e Benessere

Nuova modalità di assistenza che va a rafforzare rapporto medico-paziente

Roma, 20 apr. (Adnkronos Salute) – L’evoluzione della situazione della diffusione della epidemia Covid-19 “impone allo stato attuale una maggiore e più approfondita riflessione sulle strategie da utilizzare. Quelle fino ad ora adottate, rischiano di diventare insostenibili nel tempo stante i tassi di crescita della epidemia e la previsione a breve di una grave crisi economica”. Lo scrive la Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia, nella premessa al documento di oltre 50 pagine inviato al ministro della Salute Roberto Speranza per “un forte e urgente richiamo all’impellente necessità di rivedere gli attuali modelli di contenimento-controllo dell’epidemia da coronavirus e della loro gestione, recuperando ora, gli elementi costitutivi della cure primarie e della medicina generale”.

Parole d’ordine per la Fimmg sono ‘prossimità’ e ‘pro-attività’: “per modificare l’attuale paradigma assistenziale, troppo centrato su una prospettiva specialistica e ospedalo-centrica e rendendolo più sostenibile”, evidenzia la Federazione.

Nel documento i medici di famiglia indicano le strategie da mettere in campo alla luce anche dei quattro mesi di esperienza sul campo nell’affrontare Covid-19. “Facendo tesoro delle strategie scaturite da un approccio più decisamente territoriale di prossimità e di medicina di iniziativa, è possibile implementare un sistema di cure e presa in carico, in grado di declinare i contenuti di una funzione definita ‘reperibilità a distanza’ dei medici di medicina generale utile anche per assistere i soggetti fragili o affetti da patologia cronica grave”.

L’obiettivo principale “è favorire il miglioramento della presa in carico complessiva del paziente che, mantenuto il più possibile al proprio domicilio, può essere monitorato dal medico, controllando i principali parametri con un sistema remoto sia di alert passivo, ovvero attraverso la registrazione automatica con device a tecnologia bluetooth di parametri vitali che comunicano direttamente e costantemente con app o piattaforme digitali di telemedicina o di alert attivo”.

“Ovvero – prosegue il documento – la imputazione da parte del soggetto o di altro operatore, familiare, infermiere, badante, direttamente di tali parametri in detti supporti digitali di telemedicina ed inviarli direttamente al medico. Anche l’utilizzo di video-consulti consente di ridurre gli spostamenti dei soggetti più fragili e vulnerabili, che spesso sono in condizione di solitudine, incrementando le opportunità di accessibilità, di questa tipologia di pazienti, anche alle cure specialistiche attraverso la medicina generale e il confronto che il medico di famiglia può attivare con lo specialista tramite l’utilizzo della tecnologia”.

Secondo la Fimmg, “dopo gli errori di una prima fase che ha trascurato di potenziare e rafforzare il primo livello di cure, che come prima nefasta conseguenza non ha saputo gestire una adeguata protezione dei medici di famiglia, ci consegna una nuova modalità di assistenza alla persona che va a rafforzare il rapporto medico-paziente e il ciclo di fiducia tipico della medicina generale e suo potente strumento di conoscenza e continuità della cura delle persone”.

Superata la fase emergenziale e utilizzando il bagaglio tecnologico e di esperienze professionali accumulato in questo periodo, “si può aprire nuova fase dove il contatto ordinario può essere svolto anche attraverso l’utilizzo della tecnologia, in grado di consentire un salto di qualità nella erogazione della assistenza territoriale”, evidenziano i medici di famiglia che puntano sull’impiego sempre maggiore di tecnologie digitali nella pratica quotidiana (app, piattaforme, video-consulto) in grado “di consentire un constante contatto, anche a distanza di pazienti fragili e affetti da patologia cronica”. Ma anche “dotandosi di personale di studio appositamente formato; utilizzando tecnologia di primo livello nella pratica quotidiana con device in grado di monitorare le principali patologie che si presentano nello studio e che si interfacciano con strumenti innovativi”.

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