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Non solo dieta ed esercizio ma anche l’utilizzo controllato del freddo aiuterebbe a dimagrire

Alcuni studi scientifici pubblicati su riviste autorevoli hanno evidenziato un punto focale nella lotta al grasso viscerale in eccesso, pandemia letale di questa generazione.

Ad esempio uno studio olandese, pubblicato su Trends in Endocrinology & Methabolism, dal Maastricht University Medical Center nel Gennaio 2014, sembrerebbe indicare il ruolo focale del grasso bruno in relazione alla variabilità delle condizioni climatiche.

Temperature più basse, sia interne che esterne, favorendo la modulazione del grasso bruno e del microbiota, potrebbero favorire il dimagrimento.

La ragione di questo fenomeno passerebbe attraverso i cambiamenti del metabolismo corporeo, in particolare per conservare una temperatura corporea costante, l’organismo deve bruciare una certa quantità di calorie.

Quindi l’esposizione a temperature più basse, potrebbe comportare un dispendio calorico più alto.

Anche un altro studio dei ricercatori del National Institutes of Health statunitense, pubblicato su Cell Metabolism, indicherebbe l’utilizzo del freddo per dimagrire.

Secondo lo studio, basterebbero pochi minuti trascorsi in un ambiente fresco per stimolare la secrezione dell’ormone irisina e di FGF21 (fibroblast growh factor 21) da parte dei muscoli e del grasso così come è in grado di fare un’ora di esercizio aerobico.

L’irisina e l’FGF21 sono in grado di trasformare il grasso bianco in bruno, quest’ultimo metabolicamente attivo, e quindi capace di bruciare il grasso viscerale .

Ovviamente il freddo da solo non basta, ma va associato ad un piano nutrizionale formulato sulla persona ed ad un giusto stile di vita.

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