Sanità

Nel 2009 record di nascite all´Ospedale Maggiore di Novara

Con 2002 nati il 2009 è stato un anno record per le due Strutture complesse di Ginecologia e Ostetricia (dirette dal prof. Nicola Surico e dal dott. Roberto Gherzi) che operano presso il Dipartimento per la salute della donna e del bambino dell´azienda ospedaliero-universitaria di Novara.
Un dato che fa segnare un netto aumento rispetto all´anno precedente (quando i nati erano stati 1855) consolidando un trend dalla progressione costante, che in poco più di dieci anni ha visto raddoppiare il numero dei fiocchi rosa e azzurri in azienda.

Ad analizzarlo è il prof. Gianni Bona, responsabile della Sc Pediatria e direttore del dipartimento.
«Il numero in costante crescita dei parti nelle nostre strutture si spiega con il nuovo ruolo che il nostro nosocomio è andato a ricoprire nel corso degli anni diventando il punto di riferimento per le gravidanze a rischio di tutto il Piemonte orientale. A questo va aggiunto anche il consolidamento dell´attività della Terapia intensiva neonatale (diretta dalla dottoressa Federica Ferrero) che ci ha permesso di garantire l´assistenza anche ai casi più gravi di patologia neonatale».

«L´aumento dei nati rende ancora più urgente lavorare all´adeguamento della struttura del padiglione dove sono ospitate le strutture. Interventi già avviati con il potenziamento delle sale parto (oggi sono quattro) e che proseguiranno con la ristrutturazionee riorganizzazione del padiglione Lualdi, dove il dipartimento è ospitato. Ma oltre ai locali e alle attrezzature è importante anche investire e valorizzare il capitale umano, supportando gli operatori che già ottengono risultati brillanti, adeguando via via la dotazione di organici».

La crescita e lo sviluppo dell´attività del Dipartimento del prof. Bona non sono gli unici cambiamenti registrati nell´ultimo decennio. Anche la composizione etnica dei nuovi nati e delle famiglie è andata mutando.
«Senza dubbio l´elemento più evidente è la crescita di famiglie e bambini stranieri – prosegue Bona -. Ad oggi si tratta circa del 30%, ovvero circa 600 bambini. Anche in questo caso si tratta di un trend in aumento in maniera costante, segnalato già da tempo dal Gruppo di lavoro per il bambino immigrato della Società italiana di pediatria (di cui Bona è stato fondatore ndr) e che nei nostri reparti anticipa quello che poi verrà registrato nelle scuole materne e elementari tra qualche anno».
Quali i nodi da affrontare, dovendo prendere in cura famiglie sempre più multietniche? «Senza dubbio quelli di tipo culturale. Spesso ci troviamo di fronte a giovani donne che arrivano da noi per partorire senza aver fatto la giusta prevenzione o aver eseguito i giusti controlli durante la gravidanza. Poi ci sono tutte quelle abitudini proprie di ciascun Paese, legate all´arrivo di un nuovo bambino in famiglia che abbiamo dovuto imparare a conoscere. Un lavoro questo, nel quale siamo stati aiutati dal prezioso contributo delle mediatrici culturali dell´ufficio delle assistenti sociali dell´Ospedale. Anche in questo il Maggiore è all´avanguardia: ne abbiamo tre una di lingua araba, una che si occupa del mondo slavo ed una di lingua cinese».

Ecco i dati delle provenienze degli stranieri (30% delle nascite totali) – aggregate per macroaree di riferimento – nati al Maggiore durante l´anno scorso. Nord Africa, 32,2%; Est Europa, 29,5%; Sud America, 14,5%; Africa Centro Meridionale 7,9% ; Asia 4,6%; India 1,9%; Gruppi nomadi, 9,4%.

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