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Natale: effetto Grinch, con le feste rischio depressione e irritabilità

Roma, 17 dic. (AdnKronos Salute) – Se le musiche natalizie risuonano da settimane nei negozi, con case e strade illuminate a festa, il periodo di fine anno non è per tutti di gioia e attesa, ma può innescare depressione, malumore, spossatezza e irritabilità. Insomma una sorta di ‘effetto Grinch’, dal personaggio di fantasia che detesta il Natale e qualunque cosa abbia a che fare con questa festività. “A rischiare di risentire in modo negativo del clima natalizio sono in particolare due tipologie di persone”, spiega all’AdnKronos Salute Maurizio Pompili, professore di psichiatria, direttore della Scuola di specializzazione in psichiatria all’Università Sapienza di Roma e del Servizio per la prevenzione del suicidio dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea.

“In un caso – analizza Pompili – si tratta di chi è affetto da Seasonal affective disorder (Sad), un disturbo che insorge nel tardo autunno-inverno e si protrae a primavera, e può ripetersi nel corso degli anni. Il freddo, la riduzione delle ore di luce possono indurre stati depressivi, peggiorati dalla dimensione di euforia altrui e dalle aspettative eccessive legate alle feste natalizie. Non ci si sintonizza sulla lunghezza d’onda degli altri e si percepisce una frattura con la società”.

Non solo: “Il Natale rischia di essere un periodo difficile per chi soffre di disturbo bipolare, patologia che alterna stati depressivi a eccitamento euforico. Si tratta di persone in equilibrio molto precario – sottolinea Pompili – che hanno bisogno di ritmi regolari, sonno adeguato, pochi stimoli. Con le feste si dorme meno e l’eccitazione generale può innescare stati depressivi: arriva allora l’insonnia, o un’eccessiva sonnolenza, l’irritabilità e la spinta a mangiare continuamente carboidrati”.

A destabilizzare “è anche la spinta a spendere, spesso più del dovuto – prosegue lo psichiatra – L’aspettativa legata alle feste, l’esasperazione consumistica, rischiano di tramutarsi in un boomerang”.

Cosa fare, allora? “Il consiglio è di attenuare l’esasperazione”, tornare a vivere il Natale in una dimensione più intima e forse meno esibita e “consumistica”, suggerisce l’esperto.

La buona notizia è che “la letteratura non conferma l’aumento del rischio di suicidio in questo periodo dell’anno. Piuttosto è l’umore di alcuni soggetti fragili a risentirne di più. Bisogna poi considerare – conclude Pompili – che anche il freddo esasperato incide sul tono dell’umore, come pure il fatto di non uscire di casa” magari a causa del maltempo. Insomma, l’effetto Grinch non è solo fantasia.

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