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Ministero Salute farà studi mirati per comprendere esiti malattia

Milano, 3 mag. (Adnkronos Salute) – Un “programma di monitoraggio dedicato” per i pazienti che hanno avuto Covid, modulato sulla gravità dei sintomi e finalizzato anche alla diagnosi precoce di eventuali sequele della malattia. E’ quanto previsto all’articolo 31 nella bozza del Dl Sostegni bis, in cui si parla di “garantire la presa in carico omogenea su tutto il territorio nazionale” di questi pazienti. Per farlo “il Sistema sanitario nazionale garantisce le prestazioni di specialistica ambulatoriale” necessarie, “senza compartecipazione alla spesa da parte dell’assistito, per un periodo di 2 anni”, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Per realizzare quanto previsto nell’articolo, verrebbe autorizzata una spesa di quasi 50 milioni (49,7), divisa in 3 anni: per il 2021 si parla di 24,1 mln, per il 2022 invece di 20,1 mln e per il 2023 di 5,5 mln. Per questo viene “conseguentemente incrementato, per gli anni 2021, 2022 e 2023 il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per un importo corrispondente”.

Niente ticket per 2 anni per permettere dunque ai guariti, che sono stati dimessi dopo un periodo di ricovero per Covid, di monitorare l’impatto che ha avuto su di loro la malattia. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, si legge all’articolo 31 della bozza, “attivano i programmi di monitoraggio”.

Considerata l’esigenza di comprensione, analisi e studio degli esiti della malattia Covid, al termine del programma di monitoraggio nella bozza è previsto che il ministero della Salute effettui “studi mirati dei dati raccolti in forma aggregata”. Al finanziamento previsto nell’articolo 31 si accede in proporzione al numero di prestazioni da erogare ai pazienti dimessi e risultati guariti da Covid come risulta dai dati dell’Istituto superiore di sanità al 4 febbraio 2021.

La proposta normativa, secondo quanto viene approfondito nella relazione illustrativa, istituisce “un protocollo sperimentale nazionale di monitoraggio che prevede l’esecuzione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, contenute nei Lea e ritenute appropriate per il monitoraggio, la prevenzione e la diagnosi precoce di eventuali esiti o complicanze legati alla pregressa malattia da Covid, il tutto senza compartecipazione alla spesa”, senza pagamento del ticket da parte del paziente.

Un programma dedicato di monitoraggio si rende necessario, viene spiegato nella relazione, alla luce della evidenze scientifiche che suggeriscono “possibili conseguenze cardiache e polmonari” nei pazienti che hanno avuto una forma severa di Covid. Anche per capire l’impatto a lungo termine, viene ritenuto fondamentale “in questi pazienti avviare una presa in carico che consenta di identificare precocemente l’eventuale possibile sviluppo di fibrosi polmonare o cardiopatie. Nella prima fase sperimentale, è previsto l’arruolamento dei pazienti che hanno avuto la necessità di un ricovero ospedaliero”. La durata del percorso di monitoraggio è appunto di 2 anni. L’impatto economico è stato determinato, si spiega, “ipotizzando di coinvolgere nel monitoraggio 163.891 pazienti”.


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