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Messo a punto “Brainer”, il primo allenamento per il cervello per affrontare patologie neurologiche

E´ stato presentato a Milano il consensus paper "L´allenamento della mente per affrontare le demenze senili: il parere della scienza" per offrire una panoramica sui deficit cognitivi legati alla malattia di Alzheimer, la loro incidenza, le cause, i sintomi e la diagnosi, ma soprattutto con l´obiettivo di fornire maggiori informazioni sulla ginnastica mentale quale strumento per aiutare la memoria.

In questa occasione è stato anche presentato "Brainer", l´innovativo software ideato e clinicamente testato per il trattamento delle demenze e soprattutto dell´Alzheimer. Brainer è uno strumento messo a punto dall´omonima azienda inserita nell´incubatore di imprese del Politecnico di Torino.

L´indagine presentata oggi è a cura della Dott.ssa Cinzia Negri Chinaglia – Medico Specialista Geriatra, Riabilitazione Alzheimer, ASP IMMeS e Pio Albergo Trivulzio – Milano e del Prof. Giuliano Geminiani – Specialista in Neurologia, Docente di Neuropsicologia Clinica, Dipartimento di Psicologia Università di Torino.

Partendo dal concetto di "plasticità cerebrale", che si riferisce alla possibilità che il cervello ha di modificare la sua struttura in seguito ai normali processi di sviluppo dell´individuo o in seguito all´interazione con l´ambiente, da alcuni anni si è diffuso il concetto di "brain fitness", parallelo al concetto di "physical fitness": si tratterebbe di promuovere l´esercizio del cervello per potenziarne le capacità negli individui adulti neurologicamente normali.

"Il concetto di training cognitivosi basa sul presupposto che attraverso una serie di esercizi ripetuti gli individui possono migliorare qualsiasi prestazione mentale, analogamente a quello che avviene per il sistema motorio grazie all´esercizio sportivo – spiega il Prof. Giuliano Geminiani – Ma un training cognitivo clinicamente validato non solo migliora le prestazioni cognitive in compiti specifici, ma determina un aumento della plasticità cerebrale, che è il principale presupposto di una più ampia possibilità di riabilitazione delle funzioni intellettive".

Sono stati quindi messi a punto dei training cognitivi computerizzati indispensabili nelle svariate situazioni in cui si presentano alterazioni intellettive, come il morbo di Alzheimer e le demenze senili di diversa natura.

"Il termine demenza fa riferimento ad un insieme di sintomi che si manifestano con un declino progressivo delle funzioni cognitive a diversi livelli – spiega la Dott.ssa Cinzia Negri Chinaglia – Vengono così coinvolte diverse abilità che fanno riferimento allo svolgimento delle attività quotidiane: la memoria, l´apprendimento, la facoltà di leggere e scrivere, la comprensione del linguaggio, la capacità di riconoscere gli stimoli provenienti dall´esterno".

"Le conoscenze sui meccanismi che causano la degenerazione e la morte dei neuroni in particolare nel morbo di Alzheimer – prosegue la Dott.ssa Negri Chinaglia – sono tutt´ora lacunose.Si ritiene che vi siano, comunque, diversi fattori che possano provocare la malattia, agendo su un substrato genetico e determinando, così, differente suscettibilità e risposta. E´ però certo che attività fisica, il controllo del peso, l´attività mentale, la vita socialmente attiva, la dieta mediterranea ricca di elementi antiossidanti e acidi grassi insaturi hanno invece un effetto protettivo".

Attualmente si stima che le persone affette da demenza in Europa siano quasi 10 milioni e circa 36 milioni nel mondo. Nel 2030, però, si presume arriveremo rispettivamente a 15 e 65 milioni. Dall´età di 65 anni la prevalenza – percentuale di persone affette sulla popolazione generale – della demenza raddoppia ogni quinquennio fino a 90 anni: sale infatti al 12%, nella fascia tra 80 e 84 anni e al 24% tra gli 85 e 89 anni. Oltre i 90 anni interessa il 35-45% della popolazione. La Malattia di Alzheimer è responsabile di circa il 50-60% di tutte le demenze ed è fortemente correlata con l´età.

In questo scenario Brainer, start up nata presso l´Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, si è proposta sul mercato come prima società italiana in grado di sviluppare programmi di training mentale e di stimolazione cognitiva complessa clinicamente validati, per il rallentamento del decadimento cognitivo e per il trattamento dei disturbi dell´apprendimento.

Grazie all´aiuto di specialisti in neuropsicologia e logopedia e alla costante ricerca delle più innovative tecnologie informatiche, Brainer è riuscita a realizzare una gamma di strumenti multimediali interattivi che allenano la mente e ne riabilitano specifiche funzionalità. Sono disponibili diversi livelli di difficoltà per permettere una scelta adeguata in relazione alle problematiche individuali.
Gli esercizi di Brainer prevedono l´utilizzo del touch-screen, sistema che agevola l´utilizzo del mezzo informatico da parte di pazienti con deficit di varia natura e in contesti come quello domiciliare e ospedaliero.

Il documento di consensus presentato oggi vuole dunque affermare dunque come il training cognitivo sia un efficace strumento di promozione della plasticità cerebrale nella persona adulta e anziana e che rappresenti, quindi, un valido strumento di prevenzione e trattamento del deterioramento cognitivo in fase iniziale.

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