Salute

Mese della sindrome dell’occhio secco: 21 marzo-21 aprile. Occhi in salute con l’omeopatia!

downloadDal 21 marzo fino al 21 aprile si celebra il mese della prevenzione e della cura della sindrome dell’occhio secco, una condizione legata al cattivo funzionamento del film lacrimale, che riguarda il 90% delle donne in menopausa. Arrossamento, senso di corpo estraneo, sensazione di bruciore, prurito e fastidio alla luce ne sono i sintomi più caratteristici.

Le cause alla base di questa patologia sono diverse; le alterazioni ormonali di estrogeni e progestinici in alcune fasi della vita di una donna, quali la gravidanza e, soprattutto, la menopausa, possono determinare disfunzione lacrimale e sintomi irritativi. Anche alcune tipologie di farmaci hanno, fra gli effetti collaterali, la secchezza oculare: è il caso per esempio di diuretici, anticoncezionali, antistaminici, ansiolitici, antiipertensivi e antidepressivi.

Un altro elemento che concorre a provocare questa sindrome è l’utilizzo prolungato di computer, smartphone, tablet, che costituiscono una fonte di stress per gli occhi. I continui adattamenti di messa a fuoco, da una distanza di lettura ravvicinata con caratteri molto piccoli a una visione dell’ambiente circostante, riducono infatti la frequenza all’ammiccamento, cioè l’apertura e la chiusura delle palpebre utile a diffondere le lacrime sulla cornea, causando secchezza oculare.

A soffrire di ‘occhio secco’ è il 50% dei portatori di lenti a contatto, in quanto le lenti possono produrre un’alterazione del film lacrimale a causa dell’aumento dell’evaporazione delle lacrime. Non sono immuni da questo disturbo neppure i bambini; qui, tuttavia, la causa è correlata soprattutto all’inquinamento atmosferico.

Ritengo che in questi casi l’omeopatia rappresenti una valida opportunità terapeutica, in grado di donare un rapido sollievo a pazienti di tutte le età. Per ripristinare l’equilibrio del film lacrimale, non appena si avvertono i sintomi dell’occhio secco consiglio di instillare 2 gocce del collirio omeopatico Euphralia, ripetendo l’applicazione fino a 6 volte al giorno. Questo collirio è composto da due sostanze attive tradizionalmente utilizzate dalla farmacologia omeopatica nel trattamento dei più frequenti disturbi dell’occhio: Euphrasia officinalis 3 DH e Chamomilla vulgaris 3 DH.

Prescrivo anche il medicinale omeopatico Bryonia alba 9 CH quando il paziente ha la sensazione di “bocca asciutta” oltre che sollievo bevendo acqua fredda e se gli occhi stanno meglio con applicazioni fredde. E’ da preferire Alumina 9 CH se anche la pelle del viso e del corpo risultano secche e il paziente tende a non bere molta acqua. Di entrambi vanno assunti 5 granuli 3 volte al giorno per almeno 1 mese.

Quando si utilizzano per molte ore al giorno i dispositivi elettronici e si avverte affaticamento visivo da surmenage, con peggioramento serale, arrossamento congiuntivale, lacrimazione, sensazione di occhi doloranti, suggerisco Ruta graveolens 5 CH, 5 granuli, 2 volte al giorno per almeno 1 mese. Se prevalgono sensazione di sabbia negli occhi, visione annebbiata dopo aver utilizzato a lungo i monitor, e se vi è una certa iperemotività della persona, è indicato Kalium phosphoricum 5 CH, 5 granuli, 2 volte al giorno per almeno 1 mese.

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