Salute

Meno radiografie per preservare tasca e salute

La campagna della Società Italiana di Radiologia Medica

20131004-144628.jpgIn Italia una prestazione radiografica su tre è inutile. Se si considera che il costo per ogni esame, a seconda delle metodiche impiegate (si va dai 20 euro di un semplice esame radiologico ai 150-200 euro di una risonanza magnetica), incide comunque sulla gestione sanitaria e che ogni anno si fanno circa un milione di prestazioni radiologiche, si può immaginare quanto ci perda lo Stato. Come se non bastasse, prescrivere radiografie inutili aumenta del 400% il rischio di essere operato inutilmente.

La stima è della Società Italiana di Radiologia Medica, una delle più antiche associazioni di categoria del settore medico e, nello specifico, dei professionisti di radiologia (circa 10.000 gli associati), che, in occasione della celebrazione del convegno per il suo centenario, dal tema “L’innovazione in radiologia per la medicina di domani”, ha cercato di dare delle risposte costruttive a questo problema. Rendere gli esami più performanti in termini diagnostici e ridurre l’esecuzione di quelli inutili, sono le due scommesse per il futuro lanciate da SIRM.

A tal proposito, è stata lanciata una campagna informativa. In pratica è versione italiana di “Choosing Wisely” (Scegliere Saggiamente), ovvero la campagna attuata negli Stati Uniti per scoraggiare il ricorso a esami e procedimenti medici inutili da parte dei cittadini. Nel nostro Paese è stata fatta propria dalla rete Slow Medicine, fondata all’inizio del 2011 da professionisti che operano nel mondo della salute e composta da società scientifiche, associazioni, collegi e ordini professionali e gruppi di cittadini che condividono e sostengono un modello di cura che sia sobria, rispettosa e giusta: sobria, perché fare di più non vuol dire necessariamente fare meglio; rispettosa, perché valori, aspettative e desideri delle persone sono diversi e inviolabili; giusta, perché è doveroso garantire cure appropriate e buona qualità per tutti.

Una battaglia, questa, sposata con convinzione anche da SIRM che, sulla scia dell’ACR (American College of Radiology), ha aderito formalmente all’iniziativa nella convinzione che, come avvenuto negli USA, la spinta all’utilizzo appropriato e senza sprechi delle risorse disponibili non possa che partire da una precisa assunzione di responsabilità da parte dei professionisti della salute e in primo luogo da parte dei medici.

“Siamo dell’idea – spiega il dottor Carlo Faletti, primario di radiologia al CTO di Torino e Presidente di SIRM che cure appropriate e di buona qualità e un’adeguata comunicazione fra le persone migliorino la qualità della vita dei cittadini e dei professionisti della salute e insieme riducano i costi dei sistemi sanitari e ne promuovano, invece, l’equità e la sostenibilità economica e ambientale. Anche in Italia, infatti, è possibile evidenziare in molti settori un sovra-utilizzo di risorse: uno di questi è proprio quello rappresentato dalle tecnologie medicali in radiologia, in continua e inarrestabile evoluzione. Ecco quindi che un’attenta valutazione dell’appropriatezza delle indagini diventa fondamentale per abbattere i costi, senza per questo pregiudicare la qualità e l’innovazione di attrezzature sempre più sofisticate, ma anche per evitare di sottoporre i pazienti a una superflua esposizione alle radiazioni”.

Ma quali sono gli esami da evitare o ridurre al minimo? SIRM ha stilato a tal proposito un elenco di 5 pratiche ad alto rischio di inappropriatezza: al primo posto spicca senza ombra di dubbio la risonanza magnetica del rachide lombosacrale, ma anche quelle dell’encefalo e del ginocchio non sono da meno. “In parole povere – dichiara Faletti – se si ha il mal di schiena sarebbe consigliabile prima curarlo ed effettuare eventualmente un esame RM solo in caso di persistenza del dolore. Analogamente è opportuno non richiedere esami per cefalee che non presentino complicazioni o fattori di rischio o per dolori alle ginocchia non meglio identificati”. Chiudono la top five dei procedimenti superflui i raggi X al torace pre-operatorio e quelli al cranio in trauma lieve.

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